Premio America 2015, report dalla Camera dei Deputati

premio-america-2015 Il Premio America taglia il traguardo del decennale e lo fa, come di consueto, nelle Sale della Camera dei Deputati, presso l’Aula del Palazzo dei gruppi parlamentari.
La cerimonia di ieri pomeriggio ha celebrato l’attività della Fondazione Italia-Usa, organizzazione senza fini di lucro diretta da Barbara Contini, che ha il solo scopo di promuovere i buoni rapporti tra il nostro Paese e quello a stelle e strisce, con una serie di riconoscimenti a tante personalità del mondo dello spettacolo, dello sport, dell’economia e più in generale, della cultura che lega le due nazioni. Dopo una clip iniziale dedicata agli Stati Uniti, il giornalista Michele Cucuzza ha il compito di presentare la serata e lo fa introducendo subito il Presidente della Fondazione, Barbara Contini, funzionaria di organizzazioni internazionali e già senatrice della Repubblica, che ricorda come il parterre di quest’anno sia formato da ospiti importantissimi. Si comincia con la premiazione di tre studenti americani iscritti alla John Cabot University di Roma e selezionati dall’ateneo e dalla Fondazione stessa. Sono Samantha Abear, Stefania Rojas e Thomas Oswald Young IV, che ricevono in premio la medaglia istituzionale della Camera dei Deputati e raccontano di come, finita l’Università, vorrebbero rimanere a vivere nel nostro Paese. Si passa poi alla consegna del primo Premio America della serata, che va nelle mani di Mario Andretti. Il pilota italo-americano, già campione del mondo di Formula 1 ed eletto Pilota del Secolo nel 2000 dall’Associated Press, appare assai emozionato. «Sono molto grato per l’invito. Ricordo di quando sono stato con la mia famiglia in un campo profughi in Toscana, a Lucca, per sette anni e poi mio padre ha avuto l’opportunità di partire per gli Stati Uniti. Siamo andati lì nel ’55 e non siamo più tornati. Adesso siamo alla terza generazione di piloti con Marco, mio nipote. premio-america-2015-camera-dei-deputatiMa il passaporto non cambia il sangue e sono molto orgoglioso di essere italiano». Dopo lunghi problemi legati all’impianto fonico della Sala, viene premiato Mario Poletti Polegato, ossia il Signor Geox, l’uomo che ha inventato le scarpe che respirano e che oggi vanta un patrimonio di circa 2miliardi di dollari. L’idea per le sue calzature gli venne proprio negli Usa: «Posso dire di essere l’esempio di sogno americano realizzato in Italia. Oggi più di 30mila persone lavorano in Geox, ma all’estero sento ancora dire: ‘Siete fantasiosi, ma rimanete artigiani’. Non siamo capaci di gestire la nostra cultura. Però credo fortemente che chiunque può ripetere la mia storia, perché chiunque ne ha la possibilità, anche se questo non è sufficiente. Bisogna creare, brevettare e collaborare con l’Università: così nascono i progetti». Sale poi sul palco Kathryn Iacocca, Presidente della Iacocca Foundation, attiva nel ramo della ricerca per il diabete. I nonni di Kathryn arrivarono negli Stati Uniti dalla provincia di Benevento e da quando la Fondazione è attiva, ha devoluto più di 40milioni di dollari per la ricerca scientifica. Tutto è partito dal dna italiano, sviluppato poi dalle grandi aziende americane. «Speriamo di continuare ad aiutare più persone possibili. I miei nonni erano così pieni di amore verso di noi e questo abbiamo cercato di passarlo anche ai nostri bambini. Non dimenticheremo mai quanto nostro padre fosse legato all’Italia e noi con lui. Un legame profondissimo», afferma Iacocca. E’ la volta di Monica Maggioni, Presidente della RAI e inviata storica sui campi di guerra di tutto il mondo, che racconta di come, per il lavoro, attraversi continuamente gli Stati Uniti e proprio grazie a questo, «l’amore profondo per gli Usa è sempre cresciuto negli anni». Premiato poi il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, anche lei molto legata agli States: «Gli Usa sono stati il primo grande Paese che ho avuto modo di visitare. Alla Georgetown University ho visto quanta fame di Italia ci fosse, quanto desiderio. Non solo per la cultura, ma anche per la nostra lingua. Così ho partecipato attivamente all’introduzione dell’italiano nei college statunitensi». Intervengono poi anche l’astronauta Paolo Nespoli (“Lo spazio è uno di quei posti dove la relazione Italia-Usa ha funzionato molto bene”) e l’attrice Gabriella Pession, che con gli Stati Uniti ha avuto un rapporto al contrario: «Sono nata lì, mia nonna ha sempre vissuto in America e non voleva mai partire, quindi ho l’onore di avere due passaporti. Dedico a lei questo premio. Mi sento italiana nel cuore, ma ho sempre un richiamo verso gli Stati Uniti, per cui vivo a cavallo tra i due Paesi. Mi piacerebbe molto portare dei programmi tv di qualità negli Usa». Paolo Limiti1E’ il momento di Uto Ughi, il grandissimo violinista di Busto Arsizio e uno dei massimi interpreti contemporanei dello strumento. «Sono molto emozionato e felice, anche se è più facile dare un premio che riceverlo. Per riceverlo, bisogna farsi un esame di coscienza e chiedersi: ‘siamo davvero stati utili alla società?’ L’Italia è il Paese più ricco di cultura al mondo, ma a un certo punto c’è stato un crollo. Ricordo che avevamo 4 orchestre sinfoniche nazionali (Milano, Torino, Roma e Napoli), mentre oggi ne è rimasta solo una. In un Paese di 60milioni di abitanti. Come mai? Voglio fare un appello al Ministro Giannini qui presente. l’Italia ha dato i maggiori geni alla storia della musica, perché adesso deve essere il fanalino di coda dell’Europa? Ministro, lei può incentivare l’insegnamento della musica delle scuole», dice. A chiudere la serata del Premio America c’è un tributo speciale a quello che forse resta l’italo-americano più famoso della storia, ossia Frank Sinatra. In collegamento dagli Usa ci sono infatti la figlia del cantante, Tina, e la nipote Amanda, che hanno seguito in streaming tutta la manifestazione. Paolo Limiti sale sul palco e ritira il premio in vece dei familiari collegati, raccontando piccole storie legate all’artista e scherzando a lungo con le due donne, lui che contribuì a organizzare gli ultimi concerti di Sinatra a Milano. Cucuzza introduce una clip in memoria di The Voice e poi ricorda i suoi 63 anni di attività in cui girò 53 film, registrò oltre 2200 brani e pubblicò più di 60 album, escluse le raccolte. Per un totale di 600milioni di dischi venduti. Con l’omaggio a Sinatra si chiude la decima edizione del Premio America, un riconoscimento volto a sottolineare le tante eccellenze italo-americane presenti in Italia e negli Usa e che consiste in una pregiata opera esclusiva del maestro orafo Gerardo Sacco.

 

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