3 maggio 2012
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Napoli non è Berlino

Il dopo Tangentopoli aveva ridato al Sud un ruolo importante nelle vicende politiche italiane, e dalla sua capitale, Napoli, sembrava dover ripartire il Paese. Il Sud respirava dopo anni di soffocamento, e la sua città con più problemi e più macerie era animata da una tenace voglia di riscatto, pronta alla necessaria opera di ricostruzione fisica e morale, a rimettersi in moto dopo la lunga «nottata». Di quell’epoca e di quello spirito Bassolino è stato l’interprete più alto, trasformandosi in uno degli attori politici più significativi dell’Italia del dopo tangentopoli, e per alcuni anni il sindaco più amato secondo tutti i sondaggi. Che cosa è successo, poi, per trasformare questa icona del riscatto e del cambiamento nell’immagine capovolta di un politico del malgoverno? Possibile che lo stesso sindaco della rinascita partenopea, pochi anni dopo abbia fallito come governatore della Regione Campania e commissario per l’emergenza rifiuti? Per dare un giudizio storico equilibrato, bisognerebbe sempre leggere il ruolo di Bassolino dentro quello che Napoli e il Sud hanno occupato nella storia d’Italia dell’ultimo ventennio. Ed è questo lo scopo del libro “Napoli non è Berlino” di Isaia Sales ed edito da Dali editore (in libreria da maggio – pp. 368 – Euro 16,50). Perché è fuorviante ridurre la vicenda di Bassolino a semplice storia locale, un errore grave che non ci aiuterebbe a trarre nessuna accettabile valutazione oggettiva su ciò che è successo. Bisogna guardare all’Italia, al rapporto della città con la nazione, alle interdipendenze con i centri del potere economico, culturale e politico nazionale. Bisogna guardare soprattutto al centrosinistra e ai suoi limiti che su Napoli e il Sud si sono dimostrati impressionanti e devastanti, nel periodo in cui ha assunto il governo del Paese. Una «lezione» che potrebbe essere preziosa per le scelte politiche future di qualunque classe dirigente.

Isaia Sales è docente di Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d’Italia presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. È stato deputato della Repubblica e sottosegretario all’Economia nel primo governo Prodi (1996-1998). È autore dei seguenti libri: La camorra, le camorre, con prefazione di C. Stajano (1988); Leghisti e Sudisti (1993); «Il caso Cirillo», in Cirillo, Ligato, Lima: tre storie di mafia e politica, a cura di N. Tranfaglia (1994); Il Sud al tempo dell’euro, con prefazione di C.A. Ciampi (1998); Riformisti senz’anima (2003); I preti e i mafiosi (Dalai editore, 2010). Ha vinto il Premio Napoli nel 2007 con il saggio Le strade della violenza. Malviventi e bande di camorra a Napoli (2006). Ha curato la voce «camorra» per l’Enciclopedia Treccani.



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