Kiesza, da Hideaway all’album Sound of a Woman

E’ un sound groovy, leggermente electro e profondamente dance. E’ un sound sperimentale, frizzante, moderno, condito di tonalità deep house ma anche di melodie dolci e romantiche. E’ “Sound of a Woman”, l’album di debutto della canadese Kiesza, una delle artiste più amate del momento. Ci ha fatto impazzire con il singolo “Hideaway” (oltre 110 milioni di views per il video ufficiale), brano che abbiamo ballato fino allo sfinimento nei club e cantato a squarciagola in auto per mesi. Ci ha emozionato con una versione voce-piano, spiazzante e delicata, di “What is love” (ricordate il successo eurodance interpretato da Haddaway negli anni Novanta?). E poi ci ha sorpreso e incantato con “The Love”, pezzo travolgente che evidenzia ancor più potenza ed estensione vocale dell’ex marine 25enne.

“Sound of a Woman” si compone di tredici tracce. Oltre alle già citate hit, il nuovo album di Kiesza contiene vere e proprie mine musicali pronte ad esplodere, una dopo l’altra. Coinvolgente (un vero riempipista) è “No Enemiesz”, canzone che sembra la sorella minore di “Hideaway”, nella quale la cantante dai capelli rosso fuoco accende il ritmo e si scatena con acuti che farebbero impallidire anche le popstar mondiali più acclamate (prendete appunti, per favore).

Ed ecco “Losin’ My Mind” (potrebbe essere un ottimo nuovo singolo) e “So Deep”, due canzoni che dimostrano la versatilità di Kiesza e la capacità di spaziare non solo nella dance anni Novanta ma anche in altri generi, a braccetto con l’hip hop (come nel caso del primo pezzo, realizzato insieme al collega Mick Jenkins, nel quale Kiesza ricorda star del calibro di Madonna e Janet Jackson) e con sonorità più dreamy (ascoltate la quarta traccia). “Sound of a Woman” prosegue con “Vietnam”, raffinata e glitterata, e con la passionale e genuina “Bad Things”, scritta dal rapper di Brooklyn Joey Bada$$, che mostra la sintonia perfetta tra i due artisti.

La titletrack ricorda vagamente lo stile delle produzioni di Moby (specialmente l’intro del brano). Poi, col passare dei secondi, “Sound of a woman” assume una propria forma e un’identità musicale e testuale ben precisa, costruendo un ponte emozionale tra dance ed elettronica. Con “Piano” Kiesza torna a cantare di amore, di solitudine, di relazioni difficili da coltivare. Temi che ritornano con prepotenza in “Giant in my Heart”, undicesimo brano del nuovo album. Una canzone techno che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare di recente e che vuol essere un omaggio al decennio che ha portato al successo performer come La Bouche, Robin S e Crystal Waters, le cui hit hanno illuminato tutta Europa circa venti anni fa.

“Sound of a Woman” si chiude con “Over myself”, più moderna rispetto alle tracce precedenti, nella quale è forte l’influenza di artisti come Swedish House Mafia, Avicii e Clean Bandit. Infine “Cut me loose”, una ballad da brividi, in cui la voce di Kiesza danza libera e decisa con le note del pianoforte. Una sorpresa finale, che lascia a bocca aperta anche i fan della cantante. Un brano che va a completare un album farcito di curiose sperimentazioni, di sfiziose porzioni musicali del passato e di elementi conditi di modernità e novità. Fortunatamente, nel mare di noia in cui la musica naviga da tempo in tutto il mondo, c’è ancora qualche artista che ha voglia (e coraggio) di azzardare.

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Silvia Marchetti

Guarda il video di “Hideaway” di Kiesza

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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