Giovanni Allevi: Vi porterò con me, recensione del libro

E’ disponibile dallo scorso 17 novembre, edito da Rai Eri, la prima autobiografia ufficiale di Giovanni Allevi. Intitolata Vi porterò con me, fra aneddoti, foto e concetti di natura filosofica, il celebre compositore originario di Ascoli Piceno, si racconta a cuore aperto. L’autobiografia, che si presenta in una veste unica e rara – molte le gallerie fotografiche ed innovativo è l’introduzione del ‘Vocabolario Alleviano’ – rappresenta per il compositore italiano lo step successivo di un periodo di grandi successi ed affermazioni. Apprezzato infatti da critica, pubblico e da quasi tutti i volti celebri del panorama musicale italiano, Giovanni Allevi con Vi porterò con me vuole lasciare un forte messaggio ai giovani d’oggi: non bisogna smettere di credere nei sogni. “[…]Mi sono sempre sentito incompreso, separato dagli altri come se ci fosse tra noi una frattura. Chi prova questo tipo di separazione a volte si trasforma in un ribelle rock, io invece ero proprio lo “sfigato” che faceva tappezzeria. Socializzare per me sembrava impossibile. Gli altri ascoltavano il pop, io Rachmaninov. Anni dopo, quando hanno cominciato a leggere il mio nome sui giornali, una mia compagna di liceo ha commentato: «Ma Allevi era in classe con noi?».[…]”. Da gli anni della gioventù da ragazzo emarginato (ma con un talento invidiabile) fino al momento della consacrazione, Vi porterò con me è un’acuta biografia scritta con semplicità, ingegno e cognizione di causa. Traspare, infatti, dalle sue pagine la figura di un artista completo, con la testa sulle spalle, capace di emozionarsi con poco e di sbalordirsi di fronte all’amore del pubblico; ma tra le facciate di questa autobiografia traspare soprattutto l’immagine di uomo che ha coltivato il suo talento con tanta dedizione, sacrificio e voglia di fare, si legge inoltre la storia (alquanto appassionante) di un personaggio comune che è cresciuto artisticamente con le sue sole forze e, con il tempo, si è imposto come un luminare per la musica di oggi tanto da essere soprannominato il ‘Mozart degli anni 2000’.

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Giovanni Allevi quindi scrive un’autobiografia che arriva al cuore del lettore proprio grazie a queste sue caratteristiche peculiari. Vi porterò con me è dunque un viaggio nella vita artistica del noto compositore, un viaggio questo scandito da dubbi, incertezze, cadute di stile e attimi di abbondano. Eppure l’artista durante il racconto di aneddoti, più o meno importanti, vuole far capire (soprattutto alle nuove generazioni) l’importanza dei sogni e del talento. Il talento è qualcosa di innato in noi ma i sogni vanno coltivati – anche con i sacrifici – e non bisogna arrendersi di fronte a nulla pur di realizzarli. Quest’importante chiave di lettura e leitmotiv poi di tutto il libro traspare nel quinto capitolo dell’autobiografia quando, Giovanni Allevi, racconta l’amicizia vera e sincera con una donna conosciuta durante il suo soggiorno a New York. “[…] Olga mi ospitava a casa sua, mentre cercavo una stanza in affitto dove trasferirmi, che avrei poi trovato ad Harlem. Alla fine delle mie giornate di insuccessi, di porte sbattute in faccia, di “le faremo sapere” ben poco convinti, prendevamo un tè in giardino e parlavamo. Queste erano le sue parole, da primo posto assoluto: “Tu, Giovanni Allevi, non devi preoccuparti perché sei già famoso. Solo che non lo sa ancora nessuno! […]

Basta poco quindi per capire che Giovanni Allevi non è un semplice sognatore o solo un grande musicista ma questa autobiografia, scritta con il cuore di un bambino tenero e sincero, fa intuire come l’artista è anche un grande cultore della filosofia (Kant ed Hegel sono i suoi punti di riferimento), e grazie ai loro insegnamenti, l’uomo ha potuto affrontare a viso aperto tutte le sconfitte della vita, le gioie, i dolori e le conquiste. Allevi realizza quindi un libro di memorie diverso dal solito; rispettando tutti i dettagli del caso, Vi porterò con me è un cammino nelle emozioni di un uomo forte, un po’ ansioso, fermo e deciso nei suoi obiettivi, ma con un cuore grande come una casa. Eppure conscio del suo grande successo, Giovanni Allevi è uno dei pochi artisti di oggi capace di stupirsi di fronte alle infinite svolte della vita.

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Autore dell'articolo: Carlo Lanna

Carlo Lanna
Carlo è un ragazzo spigliato, timido e sognatore. Di origini casertane (ma sogna di vivere a Londra), è rimasto fatalmente attratto dal mondo del cinema quando, a 13 anni, ha visto per la prima volta "Il delitto Perfetto" del grande Hitchcock. Accanito lettore di saghe fantasy e cultore dell'arte seriale americana, Carlo vorrebbe che questa insana passione per la settima arte diventasse un lavoro a tutto gli effetti. Sarà un cammino lungo ed irto di ostacoli, ma è convinto che le soddisfazioni arriveranno molto presto.

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