Gigi Proietti in Omaggio a Shakespeare Re del Teatro

Gigi Proietti a Teatro con Omaggio a Shakespeare, recensione – Da dove cominciare, dopo una notte come quella appena vissuta? Dalla fine, dalla lunghissima standing ovation riservata al Re amato e acclamato dal suo popolo? Dal rispettoso silenzio delle tribune stracolme, intente a non perdere una sillaba proveniente dal palcoscenico? Dalla storia di Edmund Kean, tanto geniale quanto dedito ai vizi della vita? Ve lo dico subito, non lo so. Perché dopo aver visto Gigi Proietti a Roma in Omaggio a Shakespeare, nel suo Globe Theatre, davanti alla sua gente, è crollata ogni traccia di razionalità, tanto da aver avuto la tentazione di iniziare e chiudere la recensione con una sola parola: supremo! Tredici anni di attesa sul palco del teatro da lui tanto voluto e amato, la sua scommessa più bella e stravinta, che mai lo aveva visto come protagonista assoluto. Mai attesa fu tanto ripagata.

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La scelta di omaggiare il Bardo con un adattamento del bellissimo testo di Raymund FitzSimmons scritto per Ben Kingsley, Edmund Kean, già portato in scena da Gigi Proietti nel lontano 1989 al Festival di Taormina, si è rivelata quanto mai indovinata. L’attore nel camerino, quale luogo più adatto per scendere nel suo animo, dove le passioni, le debolezze, le ossessioni e l’umanità più autentica si mescolano con i personaggi interpretati? Vita vera e brani recitati in un connubio inscindibile. Le grandezze e le miserie dell’uomo sono quelle dei personaggi. Kean è Otello, Riccardo III, Shylock, Amleto, Enrico IV e loro sono Kean, e tutti sono Proietti, e tutti insieme sono l’anima degli attori, questi folli, meravigliosi incoscienti che continuano a perpetuare la magia e le emozioni del teatro nei secoli. La turbolenta vita di Edmund Kean, ossessionato dal suo talento e dalla sua sfrenata ambizione, misantropo, egocentrico e con manie di persecuzione, creatore di un nuovo modo di recitare, senza le rigide impostazioni dell’epoca, non fa che riflettere e ingigantire il sentire di ogni uomo, anche del più anonimo. La grandezza e l’eterna attualità di Shakespeare. La fame, la perseveranza, i drammi familiari il trionfo e la rovinosa discesa del più grande attore shakespeariano di inizio Ottocento.

Fin qui tutto normale, con un interprete che torna a deliziarci dopo troppo tempo. Gigi Proietti non ha certo bisogno di presentazioni. Dona il suo spessore, la sua esperienza, il suo inconfondibile stile, a servizio del testo e di una fruibilità del teatro che sarebbe da insegnare nelle scuole. Ma quello che è accaduto in questa caldissima notte supera, come detto all’inizio, ogni concetto critico. Omaggio a Skakespeare non è solo uno spettacolo. E’ la catarsi dell’attore, dello spettatore, del teatro stesso. Questa sera fuoco, fiamme e saette viaggiavano tra il palcoscenico e le tribune, avanti e indietro, in uno scambio vitale. Gigi era tutti i personaggi e loro erano lui, e lui era noi, noi in lui, e lui era in ogni asse del palcoscenico, in ogni angolo del suo “regno”. Non dominava la scena, lo era! Un privilegio esserci stati e poter ricordare un momento così intenso. Re Proietti c’è, e il suo popolo freme d’amore per lui facendo vibrare il teatro e acclamandolo a gran voce. Lunga vita al Re. In scena ancora il 12, il 13, il 15, il 16 e 17 luglio 2016.

 

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Autore dell'articolo: Paolo Leone

Paolo Leone
Nato a Roma. Ama il teatro, di qualsiasi genere. Free lance, segue le stagioni teatrali romane da anni, scrivendo recensioni e realizzando interviste ai protagonisti. Attento ai giovani talenti. Ha organizzato presentazioni di libri in librerie a Roma e provincia ed è stato relatore al Salone Internazionale del Libro di Torino nel maggio 2013.

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