Festa della mamma 2018, gli auguri che non ti ho mai fatto

La festa della mamma 2018 si avvicina e quest’anno oltre a fare gli auguri a tutte le mamme, in particolare alla mia, voglio rivolgere un pensiero a me stessa. Questa ricorrenza, che cade il 13 maggio, acquisisce un sapore diverso e sicuramente nuovo per me che porto nel ventre il frutto dell’amore che mi ha ‘unita’ a mio marito più di sette anni fa, con il matrimonio. Tutto però è cominciato sedici anni fa, nel 2002, quando ci siamo conosciuti e innamorati. Tra me e lui è nato un legame profondo, fatto di complicità, tenerezza e tanta voglia di condividere passioni reciproche. Non ci siamo mai tarpati le ali a vicenda, almeno non intenzionalmente, e questo bambino è arrivato al momento giusto, dopo un intenso percorso di consapevolezza che è ovviamente in itinere. Come la nostra vita, dopotutto.

festa della mamma 2018

Emanuele è stato un dono inaspettato, non programmato, certamente desiderato e sognato, perché credo che il corpo sappia più della mente e assecondi in modo unico la voce dell’anima. Mi piace immaginare che sia stato lui a scegliere noi come genitori, anche se non so se è così, nessuno può dirlo. Certo è che, per formazione, non ho una visione meccanicistica dell’essere umano che non considero una macchina perfetta bensì qualcosa di indefinibile, unico. Le macchine non hanno Anima, l’uomo e la donna sì. E penso che anche un feto ce l’abbia.

In occasione della festa della mamma 2018, ho ripensato al ruolo della madre nella nostra società, all’alternanza degli opposti e agli archetipi che governano la psiche femminile. Il mito, di cui ho spesso parlato, che più si addice alla Mamma per antonomasia è quello di Demetra e Persefone, madre e figlia schiacciate da un legame soffocante: la figlia non può esistere se la madre è dominante, così come la madre non sussiste senza la figlia o il figlio. Il lato oscuro di Demetra, dea dei raccolti e della terra, è proprio nel possesso ma, quando c’è volontà di possedere l’altro, l’amore si volatilizza come polvere al vento diventando l’ombra di se stesso e sfiorendo.

La mamma è dunque Madre quando non rinuncia alla donna, cioè quando non perde il proprio interesse per il mondo… quando coltiva altri archetipi, rappresentati soprattutto da Era (la moglie), Persefone (la figlia) e dalle cosiddette tre dee vergini: Artemide (l’indipendenza), Atena (il raziocinio e l’istruzione), Estia (la fiamma della spiritualità). Poi c’è lei, Afrodite, simbolo di amore e bellezza. Quando questa dea (intesa ovviamente come energia vitale e non in senso religioso) entra nella nostra vita in modo equilibrato siamo splendide e in linea con il femminile che ci abita. Dunque, è necessario dare a queste donne il loro giusto spazio, sebbene ciascuna di noi abbia un archetipo che prevale un po’. Per me è l’indipendenza, per altre è magari la maternità, ma guai a farsi manipolare dal proprio archetipo, perché il lato oscuro di quest’ultimo potrebbe annichilirci e distruggerci.

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E allora cosa c’entra tutto questo con la festa della mamma 2018, con gli auguri e le frasi di circostanza? Penso che una mamma, quando non riesce a separarsi dal figlio, crei un vincolo di dipendenza innaturale che poi annienta la donna (e tutti gli archetipi tranne quello della madre) e non permette al figlio di esprimersi, di spiccare il volo, di fare esperienze. Il rapporto tra madre e figlio diventa così un’esclusiva, un circolo chiuso, nel quale non può entrare nessun’altra persona, nemmeno il padre, che è una figura molto importante per i bambini soprattutto nella nostra società.

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Purtroppo mi capita di vedere adulti che ragionano ancora da bimbi e non mi riferisco al fanciullino che dimora in noi e che dobbiamo proteggere… tutelare; mi riferisco piuttosto all’infantilismo… all’incapacità di prendersi delle responsabilità, di sperimentare e di evolversi.

Una mamma troppo soffocante rinuncia a una parte di sé pur di ottenere l’amore del figlio. Non fraintendetemi, ciascuno nella vita fa ciò che vuole, tuttavia ritengo che rinunciare a lavorare per allevare un bambino sia controproducente. Va bene nei primi mesi ed è indicato, ma ogni rinuncia porta con sé dei sacrifici. Nessuna donna è fatta per rintanarsi in casa e per dipendere da un’altra persona economicamente, anche se c’è un legame profondo e fatto di reciproco aiuto. Nessun essere umano può esprimere solo una parte di sé. Amare non vuol dire sacrificarsi perché l’amore vero fa evolvere facendo emergere il nostro talento e l’arrivo di un neonato dovrebbe essere un’occasione per rinascere.

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Auguro dunque a tutte le madri di essere consapevoli dell’importanza del loro ruolo e di vivere nell’autenticità. Auguro a me stessa di essere una mamma vera che non rinuncia alla donna tarpando le ali al proprio figlio con stress e aspettative deleterie che non tengono conto del fatto che il nascituro non è in alcun modo e non può essere un’estensione di sé, dato che si tratta di una nuova vita. Buona festa della mamma 2018 a tutti.

Maria Ianniciello, naturopata e giornalista pubblicista

(Seguimi sui social e sul mio sito personale www.mariaianniciello.it)

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Autore dell'articolo: maria.ianniciello

maria.ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2012 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture fino al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuale. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube Marica Movie and Books.

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