Deborah Iurato, la recensione dell’album della vincitrice di Amici

DEBORAH VITTORIA AMICISette canzoni, come le note musicali. Sette piccoli gioielli luminosi che compongono il primo EP di Deborah Iurato, fresca vincitrice dell’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi. L’omonimo album che segna l’esordio della giovane ragusana, uscito lo scorso 13 maggio su etichetta Sony Music e prodotto da Mario Lavezzi, è un concentrato pop di rara bellezza. Ogni singolo brano che lo compone esalta la potenza e l’impeccabile intonazione della voce di Deborah. La cantante 22enne si fa interprete di pezzi scritti da grandi autori, primo fra tutti Fiorella Mannoia, che ha voluto donarle “Anche se fuori è inverno”. Una canzone che sembra cucita addosso a Deborah, la quale ha confessato, durante la finale di Amici, di essere molto legata alla storia raccontata nel testo, molto simile alla sua. Inizialmente insicura e fragile, in perenne conflitto con se stessa e con il suo aspetto fisico, la cantante siciliana è oggi una persona diversa, grazie all’esperienza nella scuola di Maria De Filippi, agli insegnamenti e ai preziosi consigli dei professori, ma anche all’amore per la musica, nato quando era appena una bambina e cresciuto nel corso degli anni. Bella e sorridente, dentro e fuori, Deborah canta la gioia di vivere, il sole che le riscalda il cuore, la passione che alimenta la fiamma che arde nella sua anima. Lei e la musica sono come sorelle. «Per me il canto è uno sfogo, io vivo di musica», ha più volte confessato. E noi le crediamo. E’ evidente il rapporto viscerale con il canto e con melodie che le consentono di esprimersi e di raccontarsi. Come in questo album, nel quale si possono scorgere l’ironia e la freschezza che caratterizzano Deborah, senza però nascondere malinconia e tormento.

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“Danzeremo a luci spente”, primo singolo estratto, esalta la genuinità della cantante e l’intensità della sua voce. Il ritmo del brano si fa sempre più incalzante e coinvolgente, rendendo chi l’ascolta partecipe di una grande festa, per fuggire dal buio e dalla paura che albergano in ognuno di noi. Tra gli autori del testo, spicca Federica Abbate, poco più che ventenne come Deborah, la quale ha curato anche musica e parole di “A volte capita”, settima traccia dell’EP. Una canzone divertente e originale, che alterna dolcezza e grinta, nella quale la numero uno di Amici si mette alla prova e gioca fra mille variazioni di tono. “I primi 60 secondi” è, invece, la ricerca ossessiva di una spiegazione, è volontà di capire e di capirsi, di scavare a fondo per riemergere da una situazione complicata, da una storia d’amore soffocata da incertezze ed errori.

Sessanta secondi, sessanta minuti sprecati o forse ancora da donare alla persona amata. “Cambierò come il tempo di un mattino”, promette Deborah, accompagnata da un coro di voci femminili. Non di sentimenti e di relazioni, ma di sogni e di progetti futuri, di cadute e di ripartenze, parla “Piccole cose”, altra splendida traccia del disco. Con il sorriso stampato in faccia e attraverso la semplicità e la voglia di combattere si possono ottenere grandi vittorie: “La vita è la tua scommessa, ma mai diventerà persa. E sorrido sempre anche quando non va bene niente…per nascondere le sofferenze. Basta una gioia inaspettata per guarire ogni ferita. Perché sono le piccole cose a cambiarci la vita”, recita il testo.

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Nota a parte per “Ogni minimo dettaglio”, sofferta come un pugno allo stomaco. “Voltati e non tornare più. Ora voglio stare sola, sotto le lenzuola, e scordarmi ogni minimo dettaglio di te che ormai non sei più niente”. Fine di una relazione, di un amore consumato, per riprendere in mano la propria esistenza e riscoprire se stessa. Lontano dal passato, dalle incomprensioni, dall’incompatibilità col partner ormai abbandonato. “L’oro di cui siamo fatti” parte con un giro di chitarra, mentre la voce di Deborah si fa spazio tra il suono del piano e l’ingresso prepotente della batteria. La rabbia sale, la richiesta della ragazza si trasforma in urgenza. “Voglio ricordarti il mio grandissimo bisogno di certezze in questa guerra che ci strappa via le forze per poi caderti vicino, un po’ più vicino”. Questo primo mini album di Deborah è solo un assaggio di ciò che ci aspetta, un piccolo ma gustoso antipasto del talento della cantante che, siamo certi, saprà regalarci presto brani ancora più emozionanti, al passo con la sua crescita personale e professionale.

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Silvia Marchetti

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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