CURARSI CON I COLORI

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Da bambina rimasi molto colpita da un uomo che non tollerava minimamente la vista del colore rosso. Mi sembrava un qualcosa di assurdo, grottesco e lo ricollegavo ad alcuni racconti dove i toreri utilizzavano manti rossi per far eccitare i tori.

In realtà anche i nostri proverbi e modi di dire sono ricchi di colori in relazione alle diverse emozioni. Essere bianco dalla paura – Verde per la rabbia – Avere una fifa blu –

Se analizziamo la Medicina Tradizionale Cinese ad ogni emozione corrispondono degli organi e dei colori (e non solo), di seguito un breve schema:

 

 

ELEMENTO  STAGIONE ORGANO VISCERE COLORE EMOZIONE
Legno Primavera Fegato Vescica Biliare Verde Rabbia – Aggressività
Fuoco Estate Cuore – Maestro del Cuore Intestino Tenue – Triplice Riscaldatore Rosso Gioia
Terra Primavera Indiana Milza – Pancreas Stomaco Giallo Pensiero Ossessivo
Metallo Autunno Polmone Intestino Crasso Bianco Tristezza
Acqua Inverno Rene Vescica Urinaria Nero –    Blù Paura

 

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Essere bianco dalla paura in quanto una disarmonia Metallo–Acqua genera panico.

Se analizzate i 5 elementi tutto torna, non solo le emozioni e i colori. Provate a pensarci (una persona arrabbiata ha i rigurgiti di bile, se si esplode di gioia ci scoppia il cuore…)

Ma torniamo alle diverse tinte, esse hanno un’influenza psicologica profonda, sono in grado di metterci di buono o cattivo umore, di farci rilassare o irritare. Questo lo sanno gli architetti che giocano abilmente con le diverse sfumature in relazione agli specifici ambienti e lo sanno gli psicologi del lavoro che hanno dimostrato come aumenta la produttività in relazione ai colori dominanti nell’ambiente lavorativo.

Secondo la Cromoterapia, arte antica che risale agli egizi, ogni colore ha delle vibrazioni energetiche particolari che influiscono sulle cellule del nostro organismo. Utilizzandole nel modo giusto si può ristabilire una condizione di armonia. Il colore scelto andrà ad agire a tutti i livelli: fisici, emotivi, mentali e spirituali. Il terapeuta dovrà individuare quali carenze o eccessi di colore sono in quella persona specifica, in quel particolare momento della sua vita e dovrà cercare di riequilibrarli.

La diagnosi si basa su due metodi che affrontano le radici sul significato che alcuni colori hanno per il paziente. I colori presi in esame sono il rosso, il giallo, il turchese, il blu, il violetto e il magenta.

Il trattamento invece può assumere diverse forme.

• La luce colorata. Ci si avvale di lampade di diversi colori

• La dieta a base di cibi colorati.

• Consigli e indicazioni sull’uso dei colori ad esempio negli abiti.

Quello che però preferisco e alle volte utilizzo per me stessa, soprattutto durante la meditazione, è la tecnica della visualizzazione che consiste nell’immaginare o “vedere” il colore con gli occhi chiusi. Tutti noi abbiamo la capacità di percepire le diverse vibrazioni e le sottili variazioni di energia indotte dai colori, solo che, come più volte ho sottolineato, abbiamo perso la capacità d’ascolto. Pensate che i non vedenti, avendo una percezione tattile raffinata, riescono a riconoscere i colori semplicemente toccandoli.

L’efficacia della cromoterapia è contestata dalla scienza: i presupposti della teoria sono considerati scientificamente incoerenti e nessuna pratica cromoterapica ha superato uno studio clinico controllato.

Personalmente ritengo che qualsiasi tecnica, purchè non ci esponga a rischi particolari, vada provata. Potreste iniziare ponendovi in ascolto del vostro “io” profondo, cercando di scoprire le relazioni che avete con ogni singolo colore. Magari si può iniziare con piccoli esperimenti come scegliere il colore dell’abito o del cibo in relazione all’umore del momento: se vi sentite un po’ depressi scegliete il giallo, antidepressivo, migliora l’umore e i rapporti interpersonali. Se invece vi sentite un po’ stressati l’ideale è il blu chiaro o l’azzurro che è il colore adatto per le persone ansiose. E se l’arcobaleno dovesse fiorire in voi non dimenticate di donarmi una scintilla di luce.

Donatella De Bartolomeis

 

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Autore dell'articolo: Donatella De Bartolomeis

Donatella De Bartolomeis
Donatella De Bartolomeis nasce a Salerno nel 1968. Diplomata al liceo Classico di Avellino, per vent'anni si occupa di marketing, senza tuttavia tralasciare la passione per la scrittura, la filosofia orientale e la psicologia. Nel 2004 pubblica Goccie di Rugiada premiato dalla Fenalc nell'ambito del concorso "storie d'amore". Oltre ad essere scrittrice, è editrice de IL PAPAVERO, una delle poche piccole case editrice ad investire sugli autori.

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