AGRICOLTURA, QUELL’ACCORDO UE – MAROCCO

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«Domani entra in vigore il nuovo accordo di liberalizzazione degli scambi tra l’UE e il Marocco, fortemente punitivo per le nostre produzioni».  Ad affermarlo Confagricoltura, secondo la quale «l’accordo prevede misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli ben più favorevoli al Marocco che all’Europa, che comporteranno un aumento delle importazioni di ortofrutta e altri prodotti mediterranei a causa della diminuzione dei dazi doganali».

A Macfrut, Confagricoltura ha insistito sulla competitività e sulla produttività, per il settore ortofrutticolo italiano. «Abbiamo capacità di leadership sui mercati, a patto che non si tengano posizioni rinunciatarie – ha detto il presidente Mario Guidi -. Il nostro sistema va sostenuto, tutelato, liberato dal giogo della burocrazia e inserito in una più estesa e solida rete di aggregazioni e non colpito da accordi penalizzanti».

Confagricoltura, che ha avversato questo accordo, dichiara di «non avere  pregiudizi nei confronti di negoziati avviati dall’Unione Europea», ma al contempo ritiene «indispensabile che si operi in una logica di reciprocità delle norme e di ravvicinamento dei requisiti di qualità, senza i quali l’apertura dei mercati genera squilibri anziché sviluppo. Occorre, inoltre, non utilizzare l’agricoltura come merce di scambio per risolvere i problemi politici e di rapporti internazionali». In quanto qualsiasi apertura delle frontiere, a parere dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, «deve fondarsi su regole condivise che tutelino gli interessi del sistema agricolo e raggiungano risultati bilanciati».

Confagricoltura riflette anche, con una nota inviata in redazione, sulle conseguenze negative dell’inflazione che sta mettendo in ginocchio l’economia.

«I prezzi dei prodotti ortofrutticoli, per giungere dal campo alla tavola dei consumatori, aumentano di quattro volte – si legge nel comunicato -. Le zucchine,  nelle rilevazioni SMS Consumatori/Ismea del 27 settembre, sono state vendute dal produttore a 0,58 euro al kg, dal grossista a 0,89 euro/kg e dal dettagliante a 2,30 euro/kg (media nazionale quest’ultima rimasta stabile negli ultimi quindici giorni). In base alle stime provvisorie di Istat sull’inflazione di settembre, i prezzi della verdura sono aumentati del 7,5 per cento rispetto ad agosto e del 10,5 per cento su base annua; il prezzo della frutta invece diminuisce dello 0,3 per cento (ma cresce del 6,4 per cento in termini tendenziali). Ciò a fronte dell’indice generale, che a settembre è rimasto stabile rispetto al mese precedente e che, a livello annuale, aumenta del 3,2 per cento. L’inflazione pesa anche per i produttori agricoli che – conclude Confagricoltura – devono vendere 2,5 kg di zucchine per potersi pagare un caffè al bar; è difficile far quadrare i conti aziendali quando ci si trova con quotazioni non remunerative, aumenti dei costi (+3,1 per cento secondo le rilevazioni Ismea), a partire da quello del gasolio (+21,7 per cento secondo dati Istat sull’inflazione a settembre) ed un pesante carico fiscale e burocratico. Serve l’impegno condiviso di tutta la filiera per salvaguardare e rilanciare l’agroalimentare».

 

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Autore dell'articolo: Carla Cesinali

Carla Cesinali
Carla Cesinali su Cultura & Culture si occupa di politica, di spettacoli, di arte.

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