‘Chi è senza peccato – The dry’: un thriller ben fatto. Ecco perché

‘Chi è senza peccato – The Dry’ non è un thriller a scatole cinesi, non confonde lo spettatore né fa leva sul sensazionalismo.
La cultura con sguardo mindful. Web magazine fondato nel 2008 da Maria Ianniciello
La cultura con sguardo mindful. Web magazine fondato nel 2008 da Maria Ianniciello

‘Chi è senza peccato – The Dry’ non è un thriller a scatole cinesi, non confonde lo spettatore né fa leva sul sensazionalismo.

'Eternals' è un’appassionata lettera d’amore al nostro pianeta, anche grazie alle suggestive immagini girate dal vivo. Il film lascia poi un messaggio di speranza e insieme apre un nuovo filone nell’Universo Marvel. Non è perfetto ma nel complesso il lungometraggio di Chloé Zhao è convincente sia per il messaggio, sia per la regia, sia per un cast corale che si mostra all’altezza delle aspettative. Ed è un buon inizio per creare un Cinema sempre più inclusivo che esce finalmente dal modello del patriarcato e da una visione antropocentrica del nostro pianeta.

Quando sono entrata in sala, ero curiosa di vedere l’ultima performance di Gigi Proietti. Ne sono invece uscita molto commossa, perché con Io sono Babbo Natale il grande attore romano è come se si congedasse dal Cinema e dal Teatro lasciando il testimone alla nuova generazione di attori, che in questa commedia sono rappresentati egregiamente da Marco Giallini.

"La donna vive il proprio corpo come visto da un altro, un Altro anonimo e patriarcale".
Sandra Lee Bartky, docente di studi di genere

Ho aspettato un po’ per vederlo. Non so perché. Eppure questo film era sempre tra i miei pensieri, tra le mie priorità, sicuramente per il cast e poi per il tema. E, infatti, Ariaferma è una pellicola che merita di essere vista, soprattutto oggi, in tempo di Covid, dove l’altro è considerato un pericolo per la propria salute e quindi per la propria integrità.

Siamo nella Roma assediata dai Nazisti. Il circo di Israel (Giorgio Tirabassi) intrattiene gli spettatori sotto i bombardamenti. Matilde, Cencio (Pietro Castellitto), Fulvio (Claudio Santamaria) e Mario (Giancarlo Martini), sono dei mostri che, pur avendo dei doni speciali, sono considerati la feccia dell’umanità. Quindi, quando Israel (una sorta di padre putativo) scompare misteriosamente, i quattro si ritroveranno a combattere contro i Nazisti e soprattutto a gestire le pericolose rappresaglie del Colonnello Heynz (Andrea Scifo), un antieroe che vuole evitare la caduta del Terzo Rich perché predice il futuro.

Quando vado a vedere un film di Pedro Almodóvar non so mai che cosa aspettarmi eppure so con certezza che il cineasta spagnolo, a prescindere dal risultato, ci ha messo cuore, anima, spirito. I suoi film spesso mi inseguono per giorni, anche quando mi sono piaciuti meno, ricomparendo nella mia memoria magari solo osservando piccoli e insignificanti dettagli. Flashback che appaiono nel corso del semplice vivere quotidiano.

Chi tra voi non ha mai pensato di voler abbandonare i social network alzi la mano! La motivazione è presto detta: vi siete forse sentiti attaccati, derisi, umiliati, feriti. Le vostre idee sono state giudicate contorte, stupide, ansiogene. E quindi o vi siete censurati, mettendovi una sorta di bavaglio sulla bocca (operazione rischiosa e controproducente) oppure avete censurato o bannato il vostro interlocutore. Perché nell’epoca dei social non esistono mezze misure.

Ormai imminente l’uscita del secondo film del 2021 targato Disney, pronta a cavalcare il successo di Raya e l’ultimo drago con una pellicola carica di emozioni e colore, un ritratto della cultura e delle tradizioni colombiane.