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Come si organizza un matrimonio? Ce lo dice la wedding planner

Una scena del film "Quel mostro di suocera"
Una scena del film “Quel mostro di suocera”

«Mi hai dato uno spintone», dice la nuora. «Non toccarmi, brutta battona da due soldi», risponde la suocera, in abito bianco. Le due donne litigano, prendendosi a schiaffi, poco prima della celebrazione del matrimonio. La scena è tratta dal film “Quel mostro di suocera” con Jennifer Lopez e Jane Fonda, una commedia divertente che ironizza sul rapporto, spesso conflittuale, tra suocera e nuora, il quale diventa ancora più difficile quando si devono organizzare le nozze. A parlarci di matrimoni è Elisabetta Zucchi, wedding planner, che ha curato sul Lago d’Orta e Maggiore, con la sua agenzia D Day Wedding, più di cento eventi nuziali, ed è autrice del libro “Come organizzare il matrimonio (quasi) perfetto”, sugli scaffali delle librerie dal 9 ottobre 2013 per Gribaudo. Un volume che nasce, come spiega l’autrice, proprio dalla voglia di raccontare gli episodi più curiosi e simpatici che si sono verificati durante i preparativi dei matrimoni. «Il quasi perfetto del titolo – precisa Elisabetta Zucchi – si riferisce agli aneddoti, perché in ogni circostanza la perfezione, cioè il come dovrebbe essere, è imprescindibile dalla natura umana, in quanto nessuno è perfetto. In Italia la wedding planner diventa il punto di riferimento per tutta la famiglia e non solo per gli sposi, poiché tutti vogliono partecipare all’organizzazione delle nozze, soprattutto i parenti stretti, come suocere, nonne, zii, cugini. Di conseguenza, non essendo tutti professionisti, qualche volta si sbaglia, pertanto la wedding planner arriva fino a un certo punto, poi lascia fare».

Il libro di Elisabetta Zucchi, in libreria dal 9 ottobre 2013
Il libro di Elisabetta Zucchi, in libreria dal 9 ottobre 2013

Sono cambiate le abitudini rispetto a qualche anno fa?

In ogni stagione ci sono delle variazioni per quanto riguarda le richieste, dettate dall’esperienza degli sposi – che hanno partecipato negli anni ai matrimoni di parenti e amici, e dunque, per le loro nozze, vogliono migliorare alcune cose viste o cambiarle -, ma anche dalla situazione economica. Per esempio, quindici anni fa si usava fare il ricevimento in un grande albergo, con una cena o un pranzo placé, in seguito è nata la moda del catering in location in affitto, con buffet in piedi e la seconda parte placé. Adesso, a causa della crisi, si preferisce in genere organizzare il banchetto nei ristoranti che nel frattempo si sono adattati alle nuove esigenze dei clienti.

Quali sono le ultime tendenze per gli addobbi?

Per quanto riguarda le decorazioni, fino a qualche anno fa erano in voga le trasparenze e le forme squadrate, mentre dall’anno scorso si sta ritornando al romanticismo, con le tonalità del pastello, come il color pesca, l’avorio.

Quando si organizza un matrimonio che cos’è che non si deve proprio trascurare?

Non si devono trascurare le partecipazioni. L’invito, che è una delle poche comunicazioni cartacee rimaste, parla di noi; trascurarlo significa partire con il piede sbagliato.

Elisabetta Zucchi
Elisabetta Zucchi

Prima, ha accennato agli aneddoti raccontati nel libro. Qualche esempio?

Ce ne sono tanti, ma un episodio che mi è rimasto nel cuore riguarda un matrimonio di un ragazzo danese e una ragazza filippina. L’organizzazione delle nozze è durata un anno e spesso mi sentivo con gli sposi, in conference call su Skype, anche di notte, a causa dei fusi orari da rispettare. Nel periodo che precedeva le nozze, abbiamo quasi monopolizzato il Lago d’Orta con i parenti degli sposi che arrivavano da tutto il mondo. Per gli usi e  i costumi dei due popoli coinvolti, il matrimonio è durato quattro giorni. Due ore prima della cerimonia mi ha telefonato lo sposo dicendo che non trovava le fedi.

Oh no! E poi?

Una mia amica orafa è andata in albergo dallo sposo con tutti gli anelli che aveva a disposizione e abbiamo risolto il problema. L’aneddoto è stato ancora più simpatico, perché la mia amica, incredula per l’aspetto dei due ragazzi che le hanno aperto la porta della stanza d’albergo, mi ha telefonato chiedendomi se la stavo prendendo in giro. Lo sposo e il testimone erano biondi, alti e belli.

Fantastico. Certo che ce ne sono di fatti da raccontare e Lei ne avrà viste di tutti i colori. Ma… a proposito di nuore, suocere, parenti e intromissioni varie, come riesce a gestire lo stress della sposa?

Io ho maggiori difficoltà all’inizio, quando devo conquistare la fiducia della sposa, che in seguito non è mai stressata perché sa di potersi fidare. Bisogna conquistarla, saperla rassicurare, farle capire che è in buone mani.

m.i

 

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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