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Sotto il sole di Riccione: recensione

Per fortuna che c’è il Cinema che si interessa, di tanto in tanto, dei giovani proponendoci tipologie umane spesso già viste eppure per certi versi ancora efficaci. E per fortuna che esiste l’estate, con le sue love story passeggere che ti restano nel cuore più di un matrimonio lungo una vita. Il film Sotto il sole di Riccione unisce il sole cocente, la leggerezza dei ragazzi di oggi e gli amori estivi.  Ne viene fuori una pellicola corale e poco pretenziosa, che non brilla di luce propria per la verità e che in alcuni momenti annoia.

Sotto il sole di Riccione: recensione

In Sotto il sole di Riccione, mentre il gioco di coppia, con tanto di frutto in bella vista, ci riporta al tempo delle mele, e le onde ci rievocano il sapore di mare, la musica dei Thegiornalisti ci ricorda che siamo nel nuovo millennio.

Le storie infatti somigliano a quelle raccontate nei film di un genere che ha fatto epoca ma qui ci sono i telefoni cellulari e i social che compaiono senza condizionare troppo le vite di questi ragazzi. Strano ma vero!? E poi ci sono il vecchio bagnino latin lover, impersonato da Andrea Roncato, una mamma ansiosa per il figlio non vendente (Isabella Ferrari) e un buttafuori galante (Luca Word).

I veri protagonisti comunque restano i giovani. Tra questi ritroviamo Vincenzo, un ragazzo non vedente, che mi fa riflettere su quanto sia necessario il contatto fisico e sociale soprattutto per chi ha una disabilità e sul senso di solitudine che potrebbero aver provato queste persone nel periodo del lockdown.  

Dei personaggi tuttavia sappiamo ben poco, perché dopotutto Ciro, Vincenzo, Marco, Camilla, Furio, Guenda… potremmo essere stati ciascuno di noi, con gli amori lunghi una sola estate!

Sotto il sole di Riccione recensione

Personaggi fugaci e amori lunghi una sola estate…

Nel film – nonostante la sensazione di leggerezza e la fugacità dei personaggi – non mancano le speranze, i propositi per il futuro, la paura di non essere corrisposti e la tristezza di doversi lasciare perché l’estate è finita!

In Sotto il cielo di Riccione tutti questi elementi vengono tenuti insieme dal contesto marino che viene definito con ampie panoramiche dall’alto rendendo l’atmosfera frizzante e riportando alla mente i ricordi di certe emozioni passate che talvolta appaiono più intensi dell’esperienza stessa.

Potete vedere la pellicola, che è diretta dal duo di registi YouNuts!, su Netflix. Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

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