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Non solo film

ROMA, AL FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA ANCHE COSTA CONCORDIA

Servizio di Gabriele Lumicisi

Si è aperto il 20 Settembre e si chiuderà il 28 Ottobre presso il MACRO – Museo d’Arte contemporanea di Roma – sito in Testaccio, il Festival internazionale della Fotografia. Giunta ormai alla sua undicesima edizione, la kermesse è organizzata dal noto fotografo e curatore Marco Delogu. Un’esposizione importante, curata nei minimi particolari, in grado di offrire al visitatore una visuale complessiva del panorama fotografico europeo e mondiale, senza dimenticare i grandi fotografi italiani, veri e propri protagonisti nei padiglioni a loro riservati nel grande Museo di Testaccio. Si fa notare per estemporaneità e grande tecnica, la fotografia di Paolo Ventura, che entra a Roma nei panni di uno zuavo scomparso, apripista per le sue vedute di una città quasi ottocentesca, ma contemporanea, nella quale la figura senza tempo e questo senso di smarrimento dello zuavo si inseriscono alla perfezione. Un festival che mai come quest’anno lancia uno sguardo anche all’attualità che ci circonda, alle manifestazioni di protesta, alla crisi, al precariato, ed al mondo del lavoro. Innovativa è in questo senso, l’esposizione “Il Paese è reale” curata da Alessandro Dandini de Sylva e arricchita dalla presenza da un mix di promettenti e affermati fotografi italiani. I ritratti di Francesco Neri hanno come soggetto giovani studenti i quali sembrano mostrare un grande senso di incertezza sul loro futuro, crisi permettendo. Passiamo agli scatti di Andrea Botto, fermi immagine di manifestazioni contro la crisi, dove fumogeni che si alzano nel cielo e una folla pronta alla protesta lascia quasi presagire un’esplosione imminente degli stati d’animo dei presenti. Attualità di cronaca italiana, immortalata negli scatti Di Durantini e Barbieri. La fotografia della Costa Concordia di Lorenzo Durantini, “Vada a bordo, cazzo!” intende demistificare, demitizzare un’immagine, quella della famosa nave da crociera che a causa della tragedia del Giglio è ormai entrata a far parte dell’immaginario collettivo. Ha una notevole forza evocativa invece, la fotografia di Olivo Barbieri “Earthquake”, il quale immortala in un’immagine che parla da sé, Cavezzo paesino in provincia di Modena, e la sua architettura modificata dal tremendo terremoto che ha colpito mesi fa l’Emilia. Seguiranno a breve nuovi aggiornamenti ed approfondimenti sulle esposizioni del Festival.

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