culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Non solo film

Light of my life: recensione del film e trama

Quanto siano importanti le donne e quanto sia necessario l’equilibrio tra maschi e femmine nella società ce lo spiega Casey Affleck con il nuovo film Light of my life (Luce della mia vita). In che modo? Scopri di più nella recensione.

Light of my life

Light of my life: recensione del film

In Light of my life Affleck, nel ruolo anche di regista, ci offre uno spaccato alternativo ed inedito di una quotidianità schiacciante in una realtà post apocalittica, dove le donne sono una merce fin troppo rara perché decimate da un virus.

E senza il femminile, che modera gli animi di un maschile fin troppo violento, l’umanità è destinata a soccombere. Almeno questo è il parere di Casey Affleck che in Life of my life compie un’operazione introspettiva encomiabile anche se fin troppo intimistica, per i miei gusti.

Il ritmo è lento e la società di cui parlavamo s’intravede solo in alcuni momenti dove l’azione diventa più serrata. Per il resto il film si concentra sul rapporto tra un padre (Casey Affleck) – che ha perso molte cose – e una figlia, che è l’unica ragione di vita del protagonista. E` la sua unica motivazione. Il suo faro, la sua luce.

Però a furia di proteggere questa bambina – che sta diventando donna – l’uomo perde di vista l’essenziale. Ovvero la capacità di saperla guidare senza interferire troppo e facendosi da parte all’occorrenza.

D’accordo che siamo in una realtà violenta e degradata, costituita da mostri – che a differenza di Io sono leggenda – continuano ad avere sembianze umane, nonostante il loro cuore sia accecato dalla paura.

Ma i genitori devono saper mollare la presa al momento opportuno. Si chiede troppo? L’attaccamento dopotutto è umano…

 Light of my life

Nulla di nuovo sotto il cielo della Settima Arte…

Questo padre si trasforma in un canta storie che, partendo dall’arca di Noè, tenta creare una parvenza di normalità nell’esistenza della figlia Rag (Ana Pniowsky) per farle immaginare ciò che era prima.

Ma purtroppo, nonostante i buoni tentativi e il messaggio socio-pedagogico, Life of my life non mi ha convinta fino in fondo perché non aggiunge nulla alla cinematografica post-apocalittica.

Il film rievoca pellicole quali Codice Genesi e soprattutto The road senza stupire né emozionare. (Marica Movie and Books, cercami su Youtube, Instagram e Facebook)

close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

Lascia un commento

shares