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Non solo film

Il primo Natale di Ficarra e Picone: recensione del film

Mi ero ripromessa di andare a vedere subito al cinema Il primo Natale, il nuovo film di Ficarra e Picone, per poter scrivere la recensione e invece ho tergiversato un po’. Complice l’uscita in sala di altre pellicole che hanno attirato ugualmente la mia attenzione. Di conseguenza, non avendo il dono dell’ubiquità, ho rimandato la visione del film di qualche giorno.

Il primo Natale recensione Ficarra e Picone

Il primo Natale: recensione del film di Ficarra e Picone

Comincio col dirvi che Il primo Natale è una commedia divertente. La pellicola è nello specifico una sorta di tripudio dei buoni sentimenti che riporta l’attenzione sul vero significato del Natale in un’epoca in cui la festa più attesa dell’anno è solo un inno al consumismo e di conseguenza quasi ci si vergogna di rievocare le sue origini cristiane.

Ficarra e Picone ne Il primo Natale decidono di osare e tornano nell’anno Zero, sulle tracce della sacra famiglia, rendendo attuale il messaggio della natività in un’ottica di condivisione e partecipazione attiva. Il film fa riflettere inoltre sulla necessità di accogliere coloro che riteniamo ‘stranieri’ e perciò diversi, senza perdere però le nostre peculiarità e tradizioni.  

I due attori diventano così esuli in una terra e in un tempo lontano tra gag divertenti e lunghi inseguimenti facendoci comprendere che siamo tutti un po’ forestieri. Il film si apre infatti con l’immagine dei barconi che affondano nel Mediterraneo e con il volto indifferente e un po’ cialtrone di Salvo.

Il primo Natale recensione Ficarra e Picone

Salvo e Valentino esuli in una terra straniera. Ecco la trama

Ficarra è un delinquente che, per campare, ruba le reliquie sacre mentre Picone è un prete che in un paese della Sicilia sta organizzando il presepe vivente. Il primo non crede che esista una dimensione soprannaturale e agisce spinto da bisogni materialistici; il secondo invece è devoto a Dio e pensa che siano molto più importanti le preghiere che le opere. Si tratta di due mondi apparentemente inconciliabili in cui l’uno è l’antitesi dell’altro!

Salvo decide a un certo punto di rubare la statua del Bambino Gesù custodita nella parrocchia di Valentino ma, colto in flagrante da quest’ultimo, si dà alla fuga. I due, nel corso di un lungo inseguimento, vengono catapultati nientemeno che nella Palestina dell’anno Zero, comandata dai Romani e dal cattivo Erode (Massimo Popolizio), e questa strana esperienza li cambierà!

Un film che diverte e fa riflettere

In cosa sia attuale questo film me lo hanno chiarito le parole di Papa Francesco che ho sentito in radio non appena sono uscita dal cinema. «Siamo tutti responsabili del nostro prossimo. La nostra ignavia è peccato», ha detto il Santo Padre riferendosi a quanto accade agli immigrati che approdano sulle nostre coste via mare. «E` l’ingiustizia che costringe molti migranti a lasciare le loro terre. È l’ingiustizia che li obbliga ad attraversare deserti e a subire abusi e torture nei campi di detenzione. È l’ingiustizia che li respinge e li fa morire in mare», ha chiarito il pontefice.

Ecco, Il Primo Natale sviluppa questi concetti alla maniera di Ficarra e Picone, facendo divertire ma senza rinunciare al messaggio sociale e politico che spesso trapela dai film del duo comico. Ficarra e Picone girano, dunque, una commedia spassosa che per l’impianto scenografico strizza l’occhio al classico Kolossal divertendoci e facendoci riflettere su quanto sia attuale il messaggio della natività. (Marica Movie and Books)

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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