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Non solo film

Brené Brown: ecco come trovare il coraggio

Oggi ti voglio parlare di un documentario che si intitola Trovare il coraggio, la cui protagonista è Brené Brown. Ascolta ora il nuovo episodio del podcast!

Trovare il coraggio, lo show di Brené Brown

Ci hanno insegnato ad essere forti e coraggiosi, a non piangere, a dimostrare di essere sempre impeccabili. «Stringi i denti e vai avanti», ci dicono sin da bambini, soprattutto ai maschietti che della vulnerabilità se ne faranno, ben presto, un cruccio. «Piangere è da femminucce», viene detto loro. Mentre quelle femminucce, tanto criticate per le loro lacrime e per una presunta debolezza, sono portate a fare spesso un passo indietro nella vita, non per codardia ma perché così è stato insegnato loro nel corso dei secoli. E allora l’arte e la letteratura femminili vengono relegate nella nicchia, quando in realtà sono patrimonio dell’umanità.

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Ebbene siamo tutti schiavi, maschi e femmine, di un modo di vedere la realtà condizionato e fallace perché camuffiamo per pudore ciò che di bello ci è stato dato. Gli uomini hanno vergogna di provare empatia, nostalgia e tristezza. Mentre le donne temono la rabbia. La rabbia femminile è considerata un difetto e questa idea collettiva ci costringe poi a non sfruttare le potenzialità di un’emozione necessaria per agire senza sapere che tutto ciò che viene compresso alla fine esplode. Nel caso degli uomini ad esplodere sono quelle lacrime che non scorrono e si sedimentano nel corpo. Nel caso delle donne è quasi sempre la rabbia non espressa, prima di diventare ira, crea la sensazione di sentirsi fuori posto, paurose ed incapaci.

Non c’è coraggio senza paura

Brené Brown Trovare il coraggio

Brené Brown ci dice invece nel documentario, Trovare il coraggio, che dobbiamo accogliere le nostre vulnerabilità, perché non esiste coraggio senza paura. Questa emozione atavica, che non può essere distrutta, va saputa tuttavia indirizzare, facendo leva su quelle che sono le nostre peculiarità. Ma la Brown parla anche delle critiche e di quella tendenza, soprattutto femminile, a rendersi invisibili per il terrore di essere messe alla gogna sociale o familiare. Il documentario non è un prodotto di genere, è uno show in realtà nel quale la sociologa ci sprona ad essere autentici nelle nostre presunte debolezze e lo fa con tanta ironia.

Qui il libro della Brown La forza della fragilità

Chi è Brené Brown?

Brené Brown insegna Scienze sociali all’Università di Houston. Ha dedicato gli ultimi 12 anni allo studio del coraggio, del merito, della vulnerabilità e della vergogna. Ed è proprio su questo ultimo sentimento che insiste nel documentario oggetto di questa recensione. La Brown ha pubblicato diversi libri, come La forza della fragilità, I doni dell’imperfezione, Osare in grande e Credevo fosse colpa mia. Trovate lo show su Netflix. Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

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