Parasite: recensione di un film da Oscar (senza spoiler)

Parasite: qui la recensione e la trama.
"Finalmente ho visto Parasite! E finalmente posso scrivere la mia recensione! Cosa si può ancora aggiungere ancora su un film che ha fatto Storia vincendo ben quattro Premi Oscar. E attenzione! Non si tratta di riconoscimenti minori o tecnici..."

Finalmente ho visto Parasite! E finalmente posso scrivere la mia recensione! Cosa si può aggiungere ancora su un film che ha fatto Storia vincendo ben quattro Premi Oscar. E attenzione! Non si tratta di riconoscimenti minori o tecnici, perché il regista sudcoreano si è aggiudicato il premio per il miglior film, per la miglior regia, per la migliore sceneggiatura originale e per il miglior film straniero. Inoltre, ha ottenuto anche un Golden Globe.

E allora, perché Parasite ha conquistato l’Academy tanto da abbattere il monopolio anglosassone ai Premi Oscar? Potrei trovare una giustificazione politica ma è fin troppo semplicistico. In verità, prima di vedere questo film, pensavo che i membri dell’Academy Awards si fossero sbagliati o avessero esagerato un po’. Adesso so che non è così.

Parasite recensione

Parasite: recensione e trama (podcast in calce)

Le cose diventano interessanti per lo spettatore quando Ki-woo viene assunto come insegnante privato di inglese da una famiglia benestante. Il ragazzo, con la complicità della sorella, falsifica i documenti e finge di essere diplomato. Sempre con l’inganno cerca, poi, di sistemare tutto il suo nucleo familiare per uscire dalla miseria e avere delle entrate fisse.Ma i piani sono fatti per essere scompaginati.

BONG Joon Ho costruisce una pellicola paradossale e al contempo autentica nella sua tragicomicità. Il plot si regge su una menzogna. A mentire è una famiglia di estrazione sociale bassa, che vive al di sotto del ciglio della strada, in un seminterrato, tra il solito ubriacone che fa la pipì e una puzza di fogne.

Padre, madre, figlio e figlia sono un po’ come gli accattoni di Pierpaolo Pasolini: si arrangiano alla meglio maniera e considerano la vita una recita. Secondo loro, i ruoli vanno interpretati bene se si vuole sbarcare il lunario!

Quindi, all’inizio li giudichiamo ritenendoli impostori perché «non si può essere tanto disonesti». Poi, gradualmente le cose cambiano e le disparità sociali in una Corea del Sud – che teme una guerra nucleare scatenata dai cugini del Nord – vengono fuori nella loro drammaticità.

Parasite recensione

Parasite e l’arte del proferir menzogna

Mentono tutti in questo film: i ricchi, da buoni conformisti, si fingono ligi alle regole, mostrandosi senza macchia, ma poi si disinteressano di ciò che accade sotto il loro naso tranne che della puzza di metropolitana che tanto odiano e che noi spettatori non possiamo sentire ma solo immaginare. Di conseguenza, anche quando la parte bassa della città si allaga, i ricchi continuano la loro vita e organizzano feste di compleanno come se nulla fosse accaduto.

Dunque, in Parasite tutti recitano una parte ponendo sul vero volto (tramortito da emozioni primordiali) una maschera di cinismo di alleniana memoria.

Parasite recensione

Una commedia dark

Parasite è una commedia dark, grottesca per certi versi e sicuramente sconvolgente per come si sviluppa. Il regista agisce su più piani paralleli. Salite e discese dividono i quartieri benestanti dai bassifondi. Scopriamo così un mondo sconosciuto con divari sociali enormi ed insanabili.

Ci dicono, inoltre, che nelle case dei poveri non c’è spazio per la gentilezza, né per il senso di colpa che ogni tanto traspare, a dir il vero, sul volto crucciato del capofamiglia ‘povero’. I soldi – si sente a un certo punto – ti rendono gentili. La povertà ti rende al contrario cinico, spietato, bugiardo. E la ricchezza come ti rende?

BONG Joon Ho dà una risposta intelligente a questa domanda, girando un film che – pur raccontando una realtà locale – ha un contenuto e un valore universali.

Infatti, le contraddizioni che ritroviamo in questa pellicola sono le stesse che dividono il Sud dal Nord del mondo e ci annichiliscono tutti rendendoci a volte disumani nelle nostre spietate considerazioni su chi riteniamo ingiustamente diverso. Parasite ci invita, dunque, a riflettere su questo e molto altro ancora creando pathos e un senso di sconcerto che alla fine ci attanaglia tutti! (Marica Movie and Books)

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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