Opinioni

I mille perché dei bambini

bambiniQualche giorno fa, stupita dagli innumerevoli perché del mio nipotino di quattro anni, riflettevo sull’umanità in cammino e ripensando alle tante guerre che stanno devastando interi territori mi ponevo, come mio nipote, il fatidico perché. Ieri, poi, quando è arrivata la notizia dell’attentato al centro commerciale di Nairobi nel cuore del Kenya, ho rivisto i tanti Kapuscinski, Terzani, Fallaci, Montanelli che per dare una risposta ai nostri interrogativi si sono avventurati in luoghi lontani e impervi. I bambini, più degli adulti, sono curiosi, liberi da condizionamenti e desiderosi di apprendere. Con cuore puro e ingenuo, senza alcun paradigma o pregiudizio, ti guardano e ti chiedono: perché? Spesso ti fanno sentire impotente, impreparato e non sai cosa rispondere. In realtà, in una società logorroica e frenetica, non c’è più spazio per la riflessione, per l’autoanalisi, per la meditazione, per l’approfondimento e soprattutto per le risposte ai perché. Le notizie ci arrivano veloci, una di seguito all’altra, tanto da sembrare a volte senza senso. Esse giungono dalla radio, dalla tv, addirittura sul cellulare e soprattutto dal web. Sappiamo tutto e siamo sempre aggiornati su cosa accade dall’altra parte del globo e su cosa fa più tendenza, ma poi, quando un bimbo di quattro anni ci chiede magari cosa mangiano le formiche o come fa il cane ad abbaiare o perché esiste l’erba, lo guardiamo attoniti, a volte infastiditi. La verità è che siamo talmente aggiornati da aver completamente annientato la parte più bella di noi: la curiosità, cioè quella caratteristica che ci fa vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, che ci fa apprezzare gli eventi positivi e guardare con altri occhi quelle situazioni che definiamo brutte, per carpirne il senso più profondo, in modo da trasformarle in fatti positivi per noi e per gli altri. Ecco, su Cultura & Culture stiamo proprio tentando di risvegliare la nostra e la vostra curiosità sopita. Continuate a seguirci.

m.i.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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