Opinioni

L’incidente in Puglia: una tragedia che si poteva evitare

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Incidente in Puglia: purtroppo non è la scena di un film con Denzel Washington perché le immagini che vediamo scorrere sugli schermi dei televisori, dei Pc e degli smartphone sono vita vera, vissuta con estremo coraggio soprattutto dai familiari delle vittime; su quei due treni, che si sono scontrati in Puglia nella mattinata del 12 luglio, ci poteva essere chiunque. Io, tu che leggi, un familiare, un amico. Tempo fa un mio parente mi disse che ogni qualvolta uno dei suoi figli prendeva l’automobile per uscire lo affidava all’angelo della strada, affinché quest’ultimo lo proteggesse. Come dargli torto. Non è solo l’eccesso della velocità a causare i sinistri; purtroppo c’è dell’altro. Il 26 giugno scorso sulla SS90 delle Puglie, che attraversa la frazione Piano Pantano nel paese di Mirabella Eclano (Avellino), proprio nei pressi della mia abitazione, un giovanissimo centauro è deceduto dopo aver perso il controllo della motocicletta, forse, a causa del manto stradale dissestato. Il Sud versa nella totale incuria e l’incidente sulla tratta ferroviaria tra Corato e Andria nel cuore della Puglia è l’ennesima conferma di una mancanza non tanto d’infrastrutture quanto di ammodernamento e manutenzione delle stesse.

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L’Italia – è inutile evidenziarlo ancora, perché penso se ne accorga chiunque guardando la cartina stradale del Paese – è divisa ancora in due. Spesso a Sud sono date in appalto e poi realizzate opere di secondaria importanza, mentre le arterie principali sono tutte (o quasi) da riassestare. Prendiamo per esempio la Napoli-Bari. Chi non ricorda il grave incidente del 25 maggio 2015, quando persero la vita trentanove passeggeri di un pullman, in una zona molto pericolosa? E come allora anche oggi si cercano i colpevoli, facendo sicuramente finire dopo alcuni giorni tutto nel dimenticatoio.

Gli errori umani possono capitare, vanno messi nel conto, nessuno è infallibile, ma la tecnologia si è evoluta e fare il possibile per limitare i danni è un dovere etico, giacché su strade pericolose una svista diventa veramente fatale. In queste ore si parla e si scrive del metodo un po’ obsoleto della comunicazione telefonica per dare il via libera ai macchinisti. La mancanza di sistemi automatici di supervisione della linea ferroviaria sarebbe stata la causa del tragico incidente. Tutto questo mentre la Puglia piange i suoi morti e l’Italia riflette ancora una volta. La redazione di Cultura & Culture e gli editori esprimono il loro cordoglio ai parenti delle vittime.

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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