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Opinioni

L’ILVA E LE DOMANDE CHE NESSUNO SI PONE

© riccardo bruni – Fotolia.com

Quanto sta accadendo all’Ilva di Taranto è inverosimile, anche perché questa situazione pone ancora una volta il nostro Paese sotto i riflettori del mondo; purtroppo non per un fatto positivo.

L’Ilva chiude e a rischio ci sono migliaia di posti di lavoro: intorno allo stabilimento ruota un fitto apparato economico che sostiene non solo il Sud ma l’Italia intera. Infatti si tratta dell’impianto siderurgico più importante del Paese e il secondo d’Europa; perciò la sua chiusura mette certamente in ginocchio l’economia nostrana già appiattita da una situazione non proprio rosea. E se da un lato c’è il problema del lavoro – che non può certo essere risolto con una cassa integrazione per i 5mila lavoratori, dato che ci sono altre imprese, con operai e personale, che si reggono sull’Ilva – dall’altro si avverte l’impellente necessità di risanare l’ambiente, in quanto, dopo sette anni di indagini, si è scoperto che non sono state rispettate le norme basilari per la tutela della salute pubblica. L’impianto sorge in uno dei più grandi quartieri di Taranto. E a questo punto alcune domande sorgono spontanee: come mai non sono stati effettuati controlli a tappeto nel corso di questi lunghi anni? L’Ilva, nata dall’iniziativa di industriali del Nord, è passata allo Stato che ha aperto gli stabilimenti di Genova, Napoli e Taranto. Infine negli anni Ottanta è stata rilevata dal gruppo siderurgico Riva. Possibile che in questo periodo nessuno ha effettuato verifiche? E i funzionari dello Stato nel frattempo dove erano? Domande a cui nessuno vuole dare una risposta, perché come è nel costume italiano si è già trovato il capro espiatorio…

Intanto domani si svolgerà il consiglio di amministrazione dell’Ilva e l’azienda incontrerà i sindacati, mentre giovedì, alle 15, a Palazzo Chigi ci sarà un incontro tra il Governo le parti sociali e gli amministratori locali. Staremo a vedere.

Cultura e Culture, nel pieno rispetto della sua linea editoriale, manterrà alta l’attenzione su una vicenda che riguarda tutta l’Italia.

 Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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