Opinioni

I cortei che peggiorano la crisi e gli esempi che aiutano…

Nella foto Enzo Ferrari

Lo ripeterò all’infinito, senza sosta: i cortei e le marce da soli non attutiscono la crisi, anzi peggiorano la situazione. Occorrono invece provvedimenti seri e precisi, svincolati dai troppi inghippi burocratici all’italiana. Servono incentivi per le aziende, innanzitutto. E non sto parlando di soldi bensì di vera formazione. Sì, avete capito bene: di formazione. Mi spiego meglio.  I posti pubblici non producono beni bensì servizi che supportano i lavoratori; la rincorsa al fatidico lavoro da impiegato o da insegnante…dei decenni scorsi, in particolare nell’Italia del Sud, è una delle cause di questa crisi ed è il risultato dei baratti elettorali che stanno portando il Paese al collasso. Perché? Perché non si è mai creata dall’Unità ad oggi, soprattutto in una parte dell’Italia, una vera ed autentica mentalità imprenditoriale, dove si produce non per se stessi ma per il benessere della collettività e quindi per  migliorare tutto il sistema. Più dai e più ti verrà dato! Questo significa che ciascuno deve fare la sua parte, in ogni settore. E’ inutile lamentarsi, scioperare, accusare la politica, che certo ha le sue colpe, ma è pur sempre figlia di una forma mentis collettiva che è anche la nostra. Ognuno guardi dentro se stesso cercando di migliorarsi con corsi di aggiornamento e motivazionali. Lo so, sembra facile, ma non è impossibile. Dopotutto viviamo in un momento in cui il sapere è fruibile. Quindi, anziché poltrire, perché dopotutto abbiamo ancora un piatto caldo a tavola, ribocchiamoci tutti le maniche…Le vite delle grandi personalità, come per esempio Enzo Ferrari, che certo non aveva un bel carattere, dovrebbero esserci d’esempio. Ferrari aveva un sogno: creare una macchina da corsa. Non sapeva come fare, ma voleva riuscirci e, dopo tante peripezie, fra cui anche la Grande Guerra che lo restituì alla madre malato e depresso, cominciò a lavorare con l’Alfa Romeo. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Tutti noi sappiamo benissimo cosa rappresenta la Ferrari nel mondo…

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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