culturaeculture non ha pubblicità da maggio 2020. Contiamo sull'aiuto dei nostri lettori, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Dona ora!

Opinioni

Dedalo e Icaro: il significato del mito

Ho sempre amato la mitologia. Da ragazzina mi nutrivo di storie mitologiche volando con la fantasia e, a proposito di volo, c’è una storia che mi è rimasta particolarmente impressa ed è quella di Dedalo e di suo figlio Icaro. Minosse commissionò a Dedalo la costruzione del labirinto ma, siccome quest’ultimo ne conosceva la struttura, il re decise di impedirgli di allontanarsi dall’isola di Creta. Dedalo allora costruì delle ali di cera per sé e per il figlio con l’intento di darsi alla fuga ma Icaro si avvicinò troppo al sole, preso dall’entusiasmo. La cera si sciolse e il ragazzo precipitò. Il padre, quando giunse in Sicilia, fece edificare un tempio in onore del figlio. Questo mito affascinò la mia mente di undicenne. Ma cosa ci insegna? Qual è il suo significato? Quali i suoi simboli?

La mitologia può essere soggetta a diverse interpretazione ma ritengo che, per capire cosa un mito ci voglia dire, bisogna conoscere innanzitutto il contesto storico e sociale nel quale è nato. Gli antichi non avevano la nostra stessa concezione del peccato e inventavano divinità per lasciar defluire le energie della natura o quegli stati d’animo che li dominavano. Ora possiamo dire che Icaro fu pervaso da quell’insana ambizione che lo portò a non ascoltare il padre e a non essere consapevole dei suoi limiti. Dedalo lo aveva avvisato ma lui, per stupire il padre o forse per autocompiacersi, dominato da un ideale esterno, precipitò nel vuoto. Quando si è ragazzi, questa saggezza per un fatto propriamente naturale è pressoché inesistente. Il compito dei genitori è di supportare i figli. Dedalo, però, pur struggendosi nel dolore, non si fece annientare dalla tristezza che la esteriorizzò costruendo il tempo proprio come facciamo noi con i cimiteri.

Dedalo e Icaro
Antonio Canova – Dedalo e Icaro – Data di produzione: 1779
Dimensioni: 220 cm (Altezza) – Museo Correr, Venezia

Il mito insegna che bisogna essere rispettosi della Natura (il sole sciolse la cera), della voce del padre e dei propri limiti. Un antico proverbio dice che chi va piano va sano e va lontano; in parte è vero forse non per ogni cosa, non per tutto. La saggezza sta nell’affidarsi all’intuito che non sbaglia mai in fatto di limiti e strade da seguire ma soprattutto nell’avere umiltà di ascoltare chi ne sa più di noi, perché l’esperienza si acquisisce strada facendo, incontrando persone giuste e apprendendo dai Maestri; e se un Padre è tale avrà sicuramente tanto da insegnare al figlio per supportarlo nel percorso evolutivo. L’immobilismo nuoce gravemente al corpo e alla mente ma anche la fretta e l’ambizione fine a se stessa sono delle cattive consigliere. Apprezzare il viaggio della Vita per sperimentare è un’occasione unica e irripetibile che non possiamo perdere; l’audacia ci aiuta però nel momento in cui si fa il passo più lungo della gamba il precipizio è dietro l’angolo…

close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha pubblicità da maggio 2020. Contiamo sull'aiuto dei nostri lettori, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Dona ora!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

Lascia un commento

shares