Oi vita mia: recensione del film di Pio e Amedeo
Ero scettica, lo ammetto. Quindi, quando al box office ho visto le facce buffe del duo comico, Pio e Amedeo, sono passata oltre, andando in direzioni diverse e più impegnate. Poi da più parti, anche da persone che se ne intendono di cinema, mi è arrivata la voce che valesse la pena vedere la commedia Oi vita mia, perché – mi è stato detto – il film unisce due mondi agli antipodi: adolescenza e terza età.
Di quell’intesa tra due periodi della vita molto diversi c’è molto poco, a dir la verità. Almeno fino alle scene finali quando Lino Banfi mette a tacere le risate commuovendoci. La verità è che Oi vita mia porta un po’ di leggerezza, senza demenzialità, nella vita quotidiana, talvolta grigia, delle persone. Lo fa certamente ironizzando sui luoghi comuni e mantenendosi fedele a un certo tipo di comicità tutta italiana, fatta di smorfie, pacche sulle spalle e di battute ironiche su quello che viene definito, spesso semplificando, politicamente corretto.
Trama del film
Oi vita mia parteda due amici che sembrano essere molto diversi. L’uno (Pio) gestisce una comunità di recupero per ragazzi tossicodipendenti, l’altro (Amedeo) dirige una residenza per anziani. L’uno soffre per una relazione ormai alla deriva, l’altro ha una figlia avuta con una donna cubana che l’ha lasciato per tornare nel suo Paese. L’uno è squattrinato, l’altro è ossessionato dagli sprechi. I due saranno costretti a vivere sotto lo stesso tetto insieme ad adolescenti ed anziani, tra gags esilaranti e momenti di tenerezza.
Come ho scritto all’inizio, è il personaggio di Lino Banfi a commuovere di più dando a questa commedia un suo significato preciso: Mario ha l’Alzheimer e spesso si perde – privo di riferimenti – sul lungomare di Vieste, come per ritrovare nel mare quella memoria sbiadita. E’ sposato con Angela (Marina Lupi) che vive con lui nella residenza per anziani.
La coppia si ama, ma Mario sta perdendo poco alla volta la sua identità e autonomia; l’amore non è sufficiente a mantenerlo in vita perché i ricordi – che ci dicono chi siamo e da dove veniamo – si frammentano fino a scomparire. La storia di Mario, sebbene sia circoscritta e ridimensionata dalle gags del duo comico, è raccontata con sensibilità e tenerezza. Alla fine Pio e Amedeo metteranno ordine nelle loro vite, grazie agli anziani e agli adolescenti che impareranno a condividere spazi e idee. Da vedere senza pretese e con cuore aperto.
Esercizio per una visione consapevole
Cerca un posto tranquillo e porta con te un quaderno e una penna. Fai qualche respiro profondo, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca. Poi ripensa alla scena che più ti ha commosso (se c’è):
- Quali emozioni hai provato?
- Cosa pensi dell’adolescenza e della terza età? Cosa hanno in comune e cosa le differenzia?
Scrivi le tue risposte su un quaderno e se vuoi condividile con me.
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