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Il suo ultimo desiderio su Netflix: recensione del film

Una sceneggiatura confusa, con personaggi secondari poco delineati, una regia scandente: tutto questo è Il suo ultimo desiderio, film di Netflix con un cast importante. E già il titolo è tutto un programma perché non si intravede un ultimo desiderio. Nemmeno a cercarlo con una lente d’ingrandimento! Basato sul libro del premio Pulitizer Joan Didion, il lungometraggio è diretto da Dee Rees. Trovi il romanzo qui.

Il suo ultimo desiderio netflix

Il suo ultimo desiderio su Netflix. trama e recensione del film (podcast in calce)

Il suo ultimo desiderio racconta la storia di una giornalista, Elena McMahon (Anne Hathaway), che sta indagando sul traffico di droga e armi in Nicaragua, quando il giornale per cui lavora decide di impiegarla sulla campagna elettorale impedendole così di continuare l’inchiesta. Tra giochi di potere e intrallazzi, compare sulla scena il padre di Elena (Willem Dafoe), implicato a suo modo nel traffico di armi. E da qui è una perenne confusione.

Il personaggio di Ben Affleck è a dir poco imbarazzante, non sappiamo bene che ruolo abbia nella vita di questa donna, né cosa faccia davvero per professione. Nessun vero colpo di scena, poco pathos e, pur basandosi su fatti realmente accaduti (in calce potete scoprire quali), il film non li approfondisce mai ed è un’operazione cinematografica del tutto mancata.

Il suo ultimo desiderio nel complesso è una pellicola noiosa. Niente a che vedere con film quali A private war o anche La regola del gioco.  Due stelle per questa pellicola distribuita da Netflix.

II suo ultimo desiderio netflix

Per approfondire. Lo scandalo Irangate

Il suo ultimo desiderio parla di una giornalista alle prese con lo scandalo Irangate che vide coinvolta l’amministrazione Reagan negli anni 1985-1986, quando gli Usa vendettero le armi all’Iran con l’intento di migliorare non solo i rapporti tra Stati Uniti e Iran ma anche di liberare gli ostaggi americani che erano stati catturati dai terroristi libanesi filo-iraniani. Il ricavato della vendita delle armi servì per finanziare i guerriglieri del Nicaragua che si opponevano al Governo sandinista e quindi comunista.  (Marica Movie and Books)

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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