Clint Eastwood, film da vedere. Changeling: Recensione

Clint Eastwood compie 90 anni e tra i film che ti suggerisco di vedere c’è sicuramente Changeling. In questa recensione ti spiego quali sono i motivi per cui merita di essere visto subito. Per saperne di più, ascolta l’articolo cliccando sul player oppure leggilo qui sotto!

Changeling tra i film da vedere da vedere di Eastwood. Recensione

Con una carrellata il Clint Eastwood regista riprende una Los Angeles in bianco e nero definendo il contesto e la data in cui ha ambientato la sua storia vera. Siamo nel 1928 e lo capiamo – oltre che dal sottopancia – dalla musica, dagli abiti, dalle automobili, dalle acconciature delle donne… dalle centraliniste. La macchina da presa entra poi in un’abitazione di un quartiere residenziale, dove una mamma e il suo bambino stanno ancora dormendo. Suona la sveglia che la mano di lei spegne con una certa prontezza. Quel suono, poi, scandirà il ritmo temporale non solo della prima sequenza ma anche di quelle successive. Il tempo, per la mamma single Christine Collins (Angelina Jolie) e per il piccolo Walter, è risicato. Ma loro non lo sanno. Come non lo sapranno le vittime del World Trade Center oltre cinquant’anni dopo, come non lo sapevano i morti del Titanic. Sono i dettagli e le parole che danno l’idea che il tempo stia per esaurirsi, non i movimenti di macchina.

Changeling film Eastwood

Changeling e il tempo

«Walter, è ora di svegliarsi», dice Christine al figlio che risponde: «Altri dieci minuti». «Potrai dormire domani. E` il bello del sabato», controbatte la donna. Non sa che da lì a qualche ora non lo rivedrà più. Nelle scene successive impariamo a conoscere questa mamma e ci accorgiamo che ha un forte senso di responsabilità verso il figlio perché gli parla con una certa autorevolezza, sa ascoltarlo e sa indirizzarlo. Il suo istinto di mamma, dunque, non mente. E, quando torna da lavoro troppo tardi, proprio per quel senso di responsabilità che la caratterizza, già prima di entrare in casa avverte che qualcosa di brutto è accaduto. La sua andatura aumenta e mano a mano che procede verso l’interno e si accorge che suo figlio è scomparso l’angoscia comincia a manifestarsi ma sempre con una certa compostezza. Proprio come la regia di Eastwood che non tentenna, perché la storia deve avere la meglio sulle emozioni che vengono espresse bene dall’attrice e non dalla camera.

La macchina da presa è ferma ed impeccabile, anche quando la polizia dopo cinque mesi porta a Christine un bambino che, secondo lei, non è il suo, anche quando questa mamma viene rinchiusa in un manicomio. Il regista dà all’attrice la possibilità di rappresentare ciò che il personaggio sente e prova. Christine, dunque, sembra essere sola. Ma quando il pastore della chiesa presbiteriana (John Malkovich) s’interessa alla sua vicenda cominciamo a conoscere di più.

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Un film intenso, da vedere!

Changeling fa venire il cardiopalmo per quant’è intenso. E, nonostante la macchina da presa di Clint Eastwood racconti con una certa lucidità questa vicenda realmente accaduta in una Los Angeles corrotta e corruttibile, il film emoziona alternando momenti di intensità con la cronistoria. A fare da filo conduttore è l’istinto materno attraverso il quale più vicende collegate si intersecano creando pathos ed empatia. Changeling è un film del 2008 che non può mancare nella tua filmografia, soprattutto se ami questo attore-regista. Ha ottenuto difatti diversi riconoscimenti e tre nominations all’Oscar ma a mio avviso avrebbe meritato molto di più. Finanche il titolo ha un suo perché. Il nome Changeling nasce, infatti, da una leggenda europea che narra dell’esistenza di una misteriosa creatura che si nutre del sangue dei bambini. Eastwood riporta nel titolo una parte essenziale e cruenta di un fatto di cronaca avvenuto negli anni Venti del secolo scorso. Non ti dico di più per non fare spoiler. Maria Ianniciello

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