Natale tra regali originali, significato e storia

Regali di Natale originali: questa è una delle parole più cercate della rete in prossimità delle festività natalizie, segno che gli italiani non vogliono rinunciare alla tradizione del regalo, da custodire sotto l’albero di Natale fino alla mezzanotte del 24 dicembre. La corsa ai regali diventa tanto frenetica che spesso ci dimentichiamo del significato originario e autentico di questa ricorrenza magica, nella quale è racchiuso il senso della vita stessa. Si tratta, infatti, di un momento di riflessione da trascorrere con le persone amate, in silenzio, senza troppi clamori, perché questi momenti non diventino l’ennesima forma di stress dove l’apparenza domina sull’essenza e l’esteriorità prevale sull’interiorità. La scelta di un regalo, anche economico, sicuramente originale, va fatta con cuore aperto e con la mente libera come del resto la preparazione del pranzo natalizio che può diventare così un’occasione per esprimere la propria creatività.

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Oltre i regali di Natale (originali)? La Nascita di Gesù: la storia 
Sicuramente troverete regali originali solo cogliendo il significato di questa festa. Con il Natale i Cristiani ricordano la nascita di un bambino che, secondo i Vangeli canonici di Matteo e Luca, venne al mondo in un luogo umile, probabilmente in una stanza con animali da soma. La stalla, con il bue e l’asinello, non è raffigurata nel Nuovo Testamento e, secondo gli storici, deriva da una profezia di Isaia. E mentre gli angeli volteggiavano in cielo, i pastori lo adoravano insieme a uomini saggi o maghi o astrologici che arrivavano da Oriente seguendo una stella per rendere omaggio al Re appena nato. Questi uomini portarono a Gesù oro, incenso e mirra, merce molto pregiata per l’epoca. Secondo alcuni storici, le prime comunità cristiane solevano ricordare la nascita del Messia in primavera (questo spiegherebbe anche la presenza dei pastori che, in inverno, a Betlemme tenevano le pecore al riparo e non all’aperto) ma, quando il Cristianesimo si diffuse in tutto l’impero, questa ricorrenza fu spostata al 25 dicembre (intorno al quarto secolo dopo Cristo), giorno importante per i pagani i quali festeggiavano “il sole invincibile”. E la stella? Per alcuni astronomi, l’astro che guidò i Magi poteva essere una supernova oppure era una semplice metafora che serviva a spiegare agli ebrei del primo secolo la natura celeste di Gesù e probabilmente faceva riferimento a una profezia dell’Antico Testamento che si può leggere nel Libro dei Numeri.

Il significato del Natale 
A prescindere tuttavia dalla Storia e da come si svolsero i fatti, che non possiamo semplificare e ridurre in questa sede, il significato profondo del Natale è tutto racchiuso in una vicenda magica che parla al cuore dell’umanità per ricordare che dalla terra veniamo e che a essa ritorneremo nella consapevolezza però che in noi splende la luce di Dio; l’albero di Natale, illuminato a festa, ci rievoca di continuo questo concetto proprio per farci capire che in ogni uomo e in ogni donna c’è un bagliore meraviglioso che forse si chiama Amore. La nascita di Gesù è piena di metafore e custodisce già in sé il destino del Nazareno che portò un messaggio rivoluzionario per l’epoca e sicuramente anche per  la società odierna. Amare il prossimo (in particolare i diseredati, i diversi, gli emarginati) come noi stessi: è questo il significato del Natale, dove tutto (pure l’incenso e la mirra) annuncia un epilogo crudele ma necessario per l’umanità che potrebbe avere un duplice senso. Potrebbe simboleggiare la dipartita dell’ego (oltre che del Cristo) per risplendere e risorgere a vita nuova seguendo le leggi del cuore. I figli di Dio devono però disimparare a giudicare, perché chi «è senza peccato scagli la prima pietra». Allora ricordiamoci di questi significati antichi e profondi quando ci apprestiamo a comprare o a realizzare a mano regali originali per il Natale; il vero dono che possiamo fare agli altri è quello di uscire dalle ipocrisie, tanto osteggiate da Gesù, per agire in modo autentico guardando negli occhi dell’altro come se vedessimo noi stessi. Buon Natale a tutti!

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Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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