I bambini devono stare all’aria aperta anche d’inverno: ecco perché

L’aria aperta fa bene ad adulti e bambini soprattutto se si vive lontani dai grandi centri urbani, dove il livello di smog è più basso. Eppure c’è la tendenza – che si sta diffondendo sempre di più – a tenere i bambini in casa, davanti agli schermi di un televisore o peggio ancora di un tablet. D’inverno la situazione da questo punto di vista peggiora perché è opinione diffusa che il freddo possa nuocere ai bambini, in particolare ai neonati che hanno un sistema immunitario in fase di sviluppo. Ma le cose stanno davvero così oppure si tratta di un retaggio del passato quando le condizioni di vita erano del tutto diverse? Le convinzioni, sappiamo, sono dure a morire e spesso ci ledono più di quanto pensiamo.

Da neomamma mi sono accorta, per esempio, che mio figlio di quasi cinque mesi è insofferente quando sta troppo tempo in casa tanto che non appena lo porto fuori si rilassa e si addormenta. Mi sono resa conto, come accennato, che gli fa molto bene stare all’aria aperta. Ho notato per esempio che la notte successiva all’uscita riposa molto meglio e i risvegli notturni, anche solo per essere rassicurato, diminuiscono. Il contatto con la natura gli fa bene; dopotutto ci siamo sviluppati per e su questo pianeta di cui facciamo parte.

Aver paura di microbi e batteri è controproducente ed ingiustificato. Tanti, dunque, sono i motivi per cui adulti e bambini dovrebbero trascorrere più ore settimanali all’aria aperta, anche e forse soprattutto d’inverno. Prese le dovute accortezze e con un abbigliamento adeguato alle temperature, possiamo trarre solo benefici dalla Natura che rinvigorisce il corpo e rafforza la mente.

Secondo le antiche tradizioni corpo e mente non sono separati. La naturopatia ad indirizzo psicosomatico ne è consapevole e offre tutta una serie di strumenti per risolvere i più comuni disagi, comprese le passeggiate all’aria aperta che prevedono alcune e leggere modifiche nello stile di vita. Per la Medicina Tradizionale Cinese l’uomo è un microcosmo specchio del macrocosmo e, sebbene in inverno ci sia una tendenza naturale all’introversione, questa stagione fa parte del ciclo di nascita, crescita e morte stagionale. Di conseguenza aver paura del freddo in maniera ossessiva è del tutto innaturale.

bambini aria aperta

La luce solare e l’aria aperta: un’assicurazione per la felicità dei bambini e degli adulti

Si sa che l’esposizione alla luce solare e all’aria aperta aumenta la produzione di serotonina e la successiva produzione di melatonina la notte. Si tratta di due neurotrasmettitori essenziali per il benessere: il primo agisce su diverse funzioni corporee ma soprattutto è noto per essere l’ormone della felicità e del buonumore; il secondo regola il sonno. Con la luce solare il nostro corpo sintetizza inoltre la Vitamina D che rafforza le ossa e interviene in vari processi. Ve parliamo qui.

Chi sta all’aria aperta pratica anche più esercizio fisico e questo vale pure per i bambini. Alcuni studi dimostrano che l’esercizio fisico dimezza il rischio di depressione rispetto a chi fa una vita sedentaria.

Respirare aria pulita (l’aria di casa non lo è, è necessario dunque arieggiare gli ambienti pure d’inverno) fa bene ai polmoni che, sempre secondo la Medicina Tradizionale Cinese, sono collegati alla pelle, all’intestino crasso, all’autunno e all’emozione della tristezza… dell’afflizione. Il respiro consapevole ci predispone alla felicità.

Ma non è tutto. Si sa inoltre che il freddo uccide alcuni microbi e batteri che proliferano al caldo dei riscaldamenti e in ambienti affollati. I bambini che stanno all’aria aperta si ammalano meno.  D’inverno prestate però attenzione agli sbalzi di temperatura in questo particolare periodo dell’anno e soprattutto cacciate i vostri bambini di casa nelle ore più calde della giornata (dopo le dieci e fino alle 15 se fa particolarmente freddo). (articolo della dott.ssa Maria Ianniciello, naturopata e giornalista pubblicista)

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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