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Un amore all’altezza: trailer del film, trama, recensione

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A volte i pregiudizi ci bloccano rendendoci impotenti, perennemente insoddisfatti, incapaci di scegliere ciò che è meglio per noi. In una società, che basa tutto sull’apparenza, il film Un amore all’altezza casca a pennello; il regista Laurent Tirard, con la sua macchina da presa, scandaglia i cuori dei protagonisti, raccontando una storia leggera e allo stesso tempo impegnativa, giacché il rapporto che si viene a creare tra Diane (Virginia Efira) e Alexandre (Jean Dujardin) non è facile da gestire, almeno agli occhi dei benpensanti. L’idea, apparentemente un po’ New Age, che come in dentro così in fuori non è poi così errata, perché le reazioni altrui sono lo specchio delle nostre percezioni, oltre che dei pregiudizi soggettivi di cui scrivevo prima.

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Un amore all’altezza è una commedia brillante, uguale solo a se stessa, con quel glamour tutto francese che trapela dalle riprese, dalla scenografia, dagli abiti fashion dei protagonisti. La macchina da presa contestualizza, sin dalla prima scena, l’ambiente in cui vive Diane, una donna bella, colta ed elegante con l’impermeabile chiaro, i capelli raccolti e la mise perfetta, priva di sbavature che però contrasta con la sua vita. Infatti, le prime inquadrature sono su un campo d’azione interno, l’appartamento di Diane appunto, come per ricalcare i moti interiori di questo personaggio, che riceve una telefonata da uno sconosciuto. Si chiama Alexandre ed ha una voce affascinante. Man mano che il dialogo prende forma, la protagonista si sposta sul terrazzo, segno che la sua mente è uscita da una sensazione di claustrofobia. La vita è pronta sempre a sorprenderci: Alexandre è alto 1 metro e 30 circa. L’appuntamento è una delusione per la donna, almeno durante il primo quarto d’ora, poi il carattere di quest’uomo piccolo nella statura ma grande nell’animo viene fuori, ammaliando Diane, che potrà beneficiare di esperienze mai fatte.

Un amore all’altezza è un film intimo, forse anche senza pretese, che si avvale di un cast eccellente. Jean Dujardin è stato rimpicciolito di oltre cinquanta centimetri e tuttavia non perde appeal. La commedia è romantica al punto giusto, non eccede nel sentimentalismo fine a stesso e lascia un mix di gratificazione e pace, perché ci fa capire che dopotutto, se riusciamo a superare la soglia del pregiudizio, siamo in grado di gustare la vera libertà, guardando oltre. La psicologa Marie-Louise Von Franz disse che nell’orecchio di ogni donna c’è una voce che afferma: «tu così non vai bene»; allora ognuna tende a omologarsi per ricevere dall’esterno amore e approvazione, di conseguenza ogni novità che demolisce lo schema mentale costruito con tanta cura porta con sé ansia. Il film esprime appieno questo concetto senza mai annoiare né appesantire lo spettatore. Di seguito alcune immagini di Un amore all’altezza e il trailer.

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Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008.
Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana.
Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio.
Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali.
Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'.
Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv).
Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia.
Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare.
Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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