Poveri ma ricchi: trailer del film, trama, recensione

"La famiglia Tucci di Poveri ma ricchi è logorroica, verace e confusionaria, un po’ come i Sciosciammocca di Miseria e Nobiltà (1954), il classico del cinema italiano con un Totò stellare. I temi si ripetono però oggi la saggezza è tutta nelle nuove generazioni..."

Si può essere “poveri ma ricchi” allo stesso tempo? Poveri dentro, per modi di fare e abitudini, e ricchi perché magari si vince alla lotteria milioni di euro? Se lo chiede Fausto Brizzi nel suo nuovo film, dai toni esilaranti, dalle atmosfere frizzanti e dalla veracità tutta italiana. La risposta è immediata. Sì, è possibile, anzi è più usuale di quanto si creda, dopotutto i poveri arricchiti hanno sempre fatto discutere in Italia e il cinema ha raccontato questa sfaccettatura della realtà. Mi viene in mente per esempio Moreno di Grande, grosso e… Verdone (2008) che, rievocando Ivano di Viaggi di Nozze (1995), dà le grandi mance a tutti gli impiegati dell’albergo di lusso nel quale alloggia con la sua famiglia, per ottenere trattamenti di favore. Lui è un coatto arricchito dal linguaggio romanesco e colorito ma dal cuore d’oro.

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Christian De Sica, in Poveri ma ricchi, sicuramente è più taccagno di Moreno, ma come quest’ultimo si veste in modo sgargiante e si esprime in un dialetto scanzonato ed irresistibile come del resto fa Lucia Acone in maniera sublime. Enrico Brignano interpreta un ruolo che gli si adatta a pennello senza però monopolizzare l’attenzione su di sé ma entrando a pieno titolo e con una certa umiltà nei panni di un personaggio dalle scarse ambizioni che s’innamora di una cameriera milanese per la quale compie follie. Anna Mazzamauro è il valore aggiunto di questa commedia perché riporta in sala un tipo umano ormai in disuso: l’anziana signora che vive in famiglia e che, nonostante le bizzarre richieste, ottiene un certo rispetto.

La famiglia Tucci di Poveri ma ricchi è logorroica, verace e confusionaria, un po’ come i Sciosciammocca di Miseria e Nobiltà (1954), il classico del cinema italiano con un Totò stellare. I temi si ripetono però oggi la saggezza è tutta nelle nuove generazioni. La voce narrante nella commedia di Brizzi è, infatti, quella di un bambino, il figlio più piccolo dei Tucci che parla un italiano corretto e che legge i libri con voracità. E` il ‘diverso’ della famiglia. Questo tipo umano è comunque ricorrente nella settima arte; basti pensare al ragazzino di Sole a Catinelle (2013). In Poveri ma ricchi compaiono anche Albano (che pure avevamo visto con Romina esibirsi sul palco dell’Ariston in una scena di Quo Vado? (2016), sempre con Checco Zalone) e Gabriel Garbo, entrambi espressione della cultura pop italiana fatta di musica leggera degli anni Ottanta e fiction. La trama è semplice ed è tratta dalla commedia francese Les Touche: la famiglia Tucci vince cento milioni di euro alla lotteria. Queste persone vivono a Torresecca, un paesello che si trova tra Roma e Frosinone. Non appena si diffonde la notizia, i Tucci decidono di trasferirsi a Milano dove cominciano la loro nuova vita tra aneddoti divertenti che ci fanno riflettere sul significato di ricchezza con tutta una serie di luoghi comuni sulle persone benestanti. Di seguito il trailer di Poveri ma ricchi.

 

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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