Di tutto un po'

LEGGE STABILITÀ, LA CGIL IN PIAZZA

© donsiamese – Fotolia.com

La Cgil ritorna a piazza San Giovanni per una manifestazione dedicata al lavoro, dopo due anni dall’ultima iniziativa nel luogo simbolo anche della storia sindacale. Nessun corteo, ma una piazza trasformata in un «agorà del lavoro», considerato l’unica via per uscire dalla crisi. Protagonisti della giornata saranno lavoratori, lavoratrici, delegati di tutti i settori che si alterneranno sul palco per raccontare i casi più conosciuti dalla cronaca ma anche quelli di cui non parla nessuno. In conclusione, alle 16,30, ci sarà l’intervento del Segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. In piazza San Giovanni, oltre al tradizionale palco delle manifestazioni, ci saranno infatti anche 30 stand che comporranno il “villaggio del lavoro”. Sul palco si alterneranno delegati, attori, lavoratori e lavoratrici, giovani, musicisti. Molti gli interventi di gruppi musicali. Quella di oggi, quindi, non sarà solo una manifestazione di protesta ma un modo per riportare all’attenzione del Paese e della politica le priorità su cui è necessario intervenire per cambiare da subito l’agenda Monti e comunque mettere le basi per una nuova politica industriale ed economica.

Queste le proposte della Cgil:
1) Una politica industriale volta ad assicurare un futuro di innovazione all’industria e ai servizi assicurando gli investimenti necessari
2) La detassazione della tredicesima mensilità per sostenere i consumi delle famiglie
3) Proroga di almeno un anno dell’attuale sistema degli ammortizzatori sociali
4) Rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga e particolare attenzione in tema di ammortizzatori ai precari
5) Soluzione strutturale per tutti i lavoratori esodati e un uguale sistema di pensionamento per lavoratori pubblici e privati in esubero
6) Intervento straordinario per favorire l’occupazione giovanile e femminile
7) Allentamento del Patto di stabilità per consentire ai Comuni di dare corso alle opere infrastrutturali finanziabili

Monti, intanto, si è detto disponibile a prendere in considerazione i suggerimenti e a cambiare la legge di stabilità che non piace a partiti e sindacati. Due i punti principali che fanno discutere: l’aumento dell’Iva a partire dal primo luglio del 2013 – all’11 e al 22 per cento – e il taglio di due aliquote Irpef. Ma le forze politiche guardano anche con estrema attenzione al capitolo del taglio delle detrazioni e deduzioni, che potrebbe essere uno dei primi a subire modifiche. Tra le altre norme che suscitano polemiche ci sono il taglio di 1,5 miliardi al fabbisogno sanitario nazionale, che comporterebbe una ulteriore riduzione della spesa per l’acquisto di beni, servizi e dispositivi medici; la tobin tax per la compravendita di azioni e altri strumenti finanziari; la riduzione della spesa per l’assistenza dei disabili.

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