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La quinta onda: tutto sul film

Non c’è nulla di nuovo nel cielo della cinematografia fantascientifica, come si evince da “La quinta onda”, film in cui s’intrecciano il filone apocalittico e quel genere definito Young Adult che va sempre più di moda, sulla scia di due saghe famose, come “Hunger Games” e “The Divergent”. “La quinta onda”, nonostante alcune sequenze da cardiopalmo, è una perfetta emulazione e sintesi dei film appena menzionati ma non solo. La pellicola somiglia, per certi versi, a “La guerra dei mondi” di Stephen Spielberg (2005), con Tom Cruise nei panni di Ray Ferrier, operaio che cerca di riconquistare i suoi figli proprio come il personaggio del film “San Andreas” (2015), dove il male non arriva dal cielo bensì dalle viscere della terra. Al contrario ne “La quinta onda”, come ne “La guerra dei mondi”, la protagonista dovrà vedersela con gli extraterrestri che però non escono allo scoperto perché hanno le sembianze degli umani. Nel lungometraggio di Spielberg la voce narrante descrive gli anni prima dell’invasione, quando lentamente e indisturbati gli alieni «ordivano i loro piani».

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Ferrier farà di tutto per proteggere la propria famiglia proprio come Cassie (Chloë Grace Moretz) de “La quinta onda”, che dovrà ritrovare il fratellino, dopo aver perso i genitori, superando una serie di prove mentre le certezze e le tecnologie degli esseri umani sono gradualmente distrutte dagli alieni che utilizzano le calamità naturali e le epidemie per conquistare la Terra creando le cosiddette cinque onde. Gli adulti sono ancora in grado di proteggere il pianeta? Oppure hanno fallito sotto tutti i punti di vista? Secondo il regista J. Blakeson, solo i giovani possono salvare la Terra perché hanno energie e soprattutto coraggio ma Cassie sembra non aver ancora preso consapevolezza delle proprie potenzialità; lo farà un passo per volta e senza fretta nell’arco di tutto il film. La protagonista non ha le ambizioni dell’eroina, almeno non ancora, perché non si prefigge l’obiettivo di salvaguardare l’umanità ma vuole solo proteggere il suo microcosmo familiare che si sgretola sotto i suoi occhi.

Da subito la macchina da presa di Blakeson indugia sui piedi della ragazza, che entra in un supermarket abbandonato dove incontra un ragazzo sanguinante. Dopo un colpo d’arma da fuoco, improvviso e destabilizzante, lo spettatore conosce la «vecchia» Cassie, presa da un coprifuoco anticipato, da un esame finale, dagli allenamenti di calcio. Poi tutto cambia e quelle sciocchezze che, «per un liceale sembrano la fine del mondo», non hanno più senso, né valore perché in cielo compare un oggetto volante e metallico che sorvola l’Ohio. Gli altri (così sono denominati gli extraterrestri) disorientano e mettono paura cambiando per sempre la vita della protagonista. Basato sul romanzo dello scrittore statunitense, Rick Yancey, “La Quinta Onda” nel complesso è un film mediocre e scontato che però non annoia il pubblico giovanile presente in sala. Di seguito il trailer.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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