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Insurgent: trama, trailer e recensione del film

Il secondo film tratto dal libro di Veronica Roth è al cinema. La trama, il trailer e la recensione di Insurgent.

Voto: 3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)

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Perché Divergent, Hunger Games o altri film dello stesso genere attraggono gli adolescenti? E perché la settima arte continua a produrre lungometraggi come il novello Insurgent? Vediamo un po’ di fare chiarezza. Nell’antica Grecia, e più in generale nell’antichità, i ragazzi erano chiamati a compiere dei riti d’iniziazione, che consistevano in veri e propri ostacoli da superare. L’obiettivo? Acquisire nuovi strumenti per diventare adulti consapevoli. Erano coinvolti i maschi e le femmine, senza distinzione di genere, anche se le prove non erano le stesse, considerata la diversa costituzione fisica dei due sessi. Secondo alcune ricerche storiche, un rituale, somigliante al Battesimo di oggi, segnava proprio il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Nella pratica tutto ciò si è perso e spetta alla Letteratura contemporanea tramandare questi antichi messaggi adattandosi però ai tempi che cambiano. I valori mutano, le esigenze anche, ma l’umanità continua a essere in perenne cammino; quindi tutto ciò che si è appresso non va dimenticato. I cosiddetti romanzi di formazione hanno proprio il compito di iniziare i giovani alla vita adulta e forse anche per questo essi piacciono così tanto ai ragazzi. Queste storie sono diventate una vera e propria moda che non ha lasciato indifferente la cinematografia.

La fantasia di Veronica Roth, per esempio, ha ispirato il Cinema, che dai libri della scrittrice americana ha tratto due film: “Divergent” e “The Divergent series – Insurgent”. Quest’ultimo è uscito nelle sale italiane il 19 marzo 2015. Avevamo lasciato Tris (Shailene Woodley) e Quattro (Theo James) su un treno diretto verso la comunità dei Pacifici, i quali li ospitano, ma l’impavida Jeanine (Kate Winslet), capo degli Eruditi, proprio come la strega cattiva delle fiabe li fa inseguire da un gruppo di Intrepidi. Tris, che è una divergente al 100 per cento e serve agli Eruditi per aprire una preziosa scatola, insieme al suo amato Quattro, intende debellare l’ordine costituito, che vede la città circondata da un altissimo recinto e gli abitanti suddivisi in fazioni. Gli esclusi, guidati da una fredda Naomi Watts nel ruolo della madre di Quattro e aiutati da una parte dei Candidi e di Intrepidi, hanno deciso di dichiarare guerra agli Eruditi. Tris però sa che non può sfuggire al suo destino e si consegna a Jeanine. Così la ragazza affronta la paura attraverso quattro prove. Con coraggio, Tris impara a gestire le emozioni considerate negative mediante la voce della ragione. Si sintonizza così con se stessa e libera la sua natura superando sensi di colpa e traumi passati.

Insurgent è un film al femminile, perché qui sono le donne che fanno la differenza, nel bene e nel male. Superba la regia di Robert Schwentke che, pur trattando una materia fin troppo nota (basti pensare a “The Giver – Il mondo di Jonas”, pellicola del 2014), riesce comunque a dare a ventata di freschezza al contenuto e alle immagini girate. La regina di Insurgent è l’azione che qui si fa via via più rapida e, grazie agli effetti speciali, lo spettatore vive con pathos ogni singolo momento, partecipando in maniera attiva, proprio come si fa con un video game di ultima generazione. Un po’ di Tris è presente in ciascuno di noi, quindi le siamo vicini. Verso il finale la macchina da presa ci lascia basiti… increduli. E adesso come va a finire? Ci chiediamo. Come andrà a finire Insurgent lo saprete solo andando al cinema. Intanto per noi questo film, che s’inserisce nel filone della fantascienza dispotica e post-apocalittica, è promosso a pieni voti (quasi)!

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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