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Il cacciatore e la regina di ghiaccio: trailer, recensione, trama

Il cacciatore e la regina di ghiaccio: il film andrà in onda su Premium Cinema venerdì, 17 marzo 2017, alle 21.15. La pellicola con Charlize Theron è una rivisitazione della fiaba di Biancaneve. Ecco la recensione, il trailer e la trama. 
 «Che cosa vi mostra lo specchio? Cosa vedete? Una fiaba più volte narrata, quella di Biancaneve, di come sconfisse Ravenna, la regina cattiva, e ne prese il legittimo posto sul trono, ma c’è un’altra storia che non avete ancora visto che ebbe luogo molto prima del “vissero felici e contenti”». Comincia così il film Il cacciatore e la regina di ghiaccio. La voce narrante conduce lo spettatore in un altro tempo, quando Ravenna (Charlize Theron) uccise il re e s’impossessò dello specchio. In quel periodo la crudele sovrana viveva con sua sorella Freia (Emily Blunt) che, innamoratasi di un giovane, rimase incinta. Quando il suo bambino fu ucciso proprio dall’amato, il cuore della donna s’indurì: Freia si recò a Nord, creando un regno tutto suo dove seminò terrore e morte. Il ghiaccio è qui metafora dell’oscurità e dell’assenza di vita, però anche nelle nevi può nascere e crescere un fiore che ridona la speranza. La regina costituisce un nutrito esercito di cacciatori, i quali hanno un unico dovere: non innamorarsi mai. Tra questi c’è anche l’uomo che salvò Biancaneve dalla morte. Interpretato ancora da Chris Hemsworth, Eric cresce forte e valoroso ma s’innamora della caparbia Sara (Jessica Chastain), complicandosi la vita. I due saranno poi separati da Freia. Gli anni passano. Biancaneve ha sconfitto la regina e dimora in un posto incantato, con paesaggi spettacolari e strane creature. Ravenna e il suo magico specchio non sono stati però ancora sconfitti del tutto. Riusciranno Eric e Sara, attraverso la potenza del loro amore, a impedire a Freia di impossessarsi dell’oggetto che potrebbe sancire la fine del Regno di Biancaneve?

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Diretto da Cedric Nicolas-Troyan, Il cacciatore e la regina di ghiaccio non si discosta dal film precedente per lo stile. La scenografia, con i suoi effetti speciali, rende questo lungometraggio, per certi versi, avvincente. La pellicola è a metà strada tra un prequel e un sequel, giacché le prime sequenze ci narrano le vicende antecedenti a “Biancaneve e il cacciatore”, mentre le successive – che si concentrano soprattutto nella seconda parte del film – ci descrivono cosa accadde dopo quel “vissero felici e contenti”. Si tratta, dunque, di uno spin-off perché sviluppa alcuni personaggi che nella famosa fiaba erano stati solo abbozzati. In particolare sappiamo ben poco del cacciatore che nella storia originale nonostante abbia un ruolo decisivo (intenerito da Biancaneve le risparmia la vita) resta comunque marginale. Nel nuovo film conosciamo, dunque, più da vicino Eric.

Il cacciatore e la regina di ghiaccio tuttavia non è un lungometraggio innovativo nella forma e soprattutto nel messaggio perché manca di quel pathos, di quell’incisività e di quella magia che dovrebbe essere alla base di un fantasy, soprattutto se questo sviluppa e amplifica una fiaba che ha fatto la storia della letteratura di genere. Il paragone con film come “Cenerentola” o “Il grande e potente Oz” ovviamente non regge, perché queste pellicole nella loro semplicità riescono a stimolare la fantasia, appassionando lo spettatore, incantandolo e rendendolo parte attiva senza alcuna forzatura. Di seguito il trailer.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

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