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CELIACHIA, DIAGNOSI E CURA

©Grecaud Paul – Fotolia.com

La celiachia colpisce un italiano su 100. Il celiaco è intollerante al glutine, una componente proteica che si trova nel frumento e in altri cereali. Ma come si effettua una corretta diagnosi e quali sono i sintomi ce lo spiega Susanna Neuhold, responsabile dell’Area Food dell’Associazione Italiana Celiachia.

«Le manifestazioni cliniche della celiachia possono essere molto diverse – dice -. I sintomi intestinali sono comuni in bambini diagnosticati nei primi due anni di vita; i più frequenti sono arresto di crescita, diarrea cronica, vomito, distensione addominale, debolezza muscolare, anoressia e irritabilità. Tuttavia, con l’aumento dell’età in cui si manifesta la malattia, e con l’ampio uso di test sierologici di screening, sono stati frequentemente riconosciuti sintomi di esordio extraintestinali, che possono coinvolgere quasi tutti gli organi, anche in assenza di sintomatologia intestinale». Fra questi figurano osteoporosi, infertilità, aborti ripetuti, bassa statura, anemia sideropenica, ipoplasia dello smalto dentario, diabete mellito, tiroidite autoimmune, alopecia, epilessia con calcificazioni cerebrali e il linfoma intestinale.

«Se c’è un sospetto di celiachia, bisogna andare dal proprio medico curante per farsi prescrivere un prelievo del sangue che va eseguito senza eliminare gli alimenti che contengono glutine dalla propria dieta», spiega la Neuhold. La diagnosi  si effettua infatti mediante dosaggi (anti-tTG) sierologici: gli anticorpi anti-transglutaminasi e anti-endomisio (EMA) di classe IgA. Il nuovo test degli anticorpi antigliadina deamidata di classe IgG si è dimostrato di grande utilità per identificare la celiachia nei pazienti con deficit di IgA e nei bambini in tenera età (inferiore ai 2 anni). Di importanza ormai limitata sono invece gli AGA (anticorpi antigliadina di classe IgA e IgG) che avevano rivoluzionato lo scenario della celiachia all’inizio degli anni Ottanta.

«Se le indagini sul sangue dovessero dare esito positivo, per la diagnosi definitiva è necessaria la biopsia dell’intestino tenue con il prelievo di un frammento di tessuto, per determinare l’atrofia dei villi intestinali attraverso l’esame istologico – precisa Susanna Neuhold -. Fatti gli accertamenti, il celiaco ha diritto, attraverso il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e fino a un tetto massimo di spesa, all’erogazione gratuita dei prodotti dietetici senza glutine indicati nell’apposito Registro del Ministero della Salute». La celiachia può essere curata solo attraverso la dieta.

«In commercio esistono da molti anni prodotti che vanno a sostituire tutti quegli alimenti che contengono il glutine – sostiene la Neuhold -. Inoltre, bisogna prestare attenzione alle contaminazioni e questo purtroppo è l’aspetto più difficile da gestire soprattutto quando ci trova fuori casa».

Maria Ianniciello

 

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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