Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.
isochimica

Azzurro Amianto, nel romanzo di Emilia Bersabea Cirillo la storia dell’Isochimica

Certe vicende di ingiustizia e disonestà restano nei trafiletti delle pagine dei giornali nazionali o peggio nella cronaca locale, senza mai davvero scuotere le coscienze. Certi fatti, che dovrebbero essere di dominio pubblico nazionale, diventano troppo spesso polvere da nascondere sotto il tappetto, proprio come la polvere di amianto che è la protagonista del libro ‘Azzurro amianto’ (Le plurali) della scrittrice irpina Emilia Bersabea Cirillo.

Dante Pupi Avati

Dante, il film di Pupi Avati

Sono trascorsi Settecento anni dalla morte di Dante Alighieri. Il Sommo Poeta ci ha determinati e plasmati, come italiani ed europei, più di quanto pensiamo perché ha condizionato anche la nostra idea di morte e rinascita creando un oltretomba che fu suddiviso in tre dimensioni forse per la prima volta in maniera così chiara e precisa. Per molto tempo il viaggio di Dante è stato considerato più in senso letterale che come una metafora della vita. E il motivo è da ricercare nel contesto religioso e politico dei secoli successivi, soprattutto durante la controriforma cattolica.  

io so perché canta l'uccello in gabbia

Io so perché canta l’uccello in gabbia

Marguerite è solo una bambina, quando viene ‘spedita’ insieme al fratello Bailey dalla nonna paterna, che chiamerà Momma, in un paesino di campagna, nel Sud segregazionista degli Stati Uniti d’America. Ed è ancora una bambina quando il patrigno abusa di lei dopo essere tornata in California dalla mamma. Tra libri, scritti da bianchi, mille insicurezze e domande che ha paura di fare alla nonna - che confida in un Dio misericordioso verso i neri ma geloso e punitivo nei confronti di quanti trasgrediscono la Legge - la protagonista di Io so perché canta l'uccello in gabbia di Maya Angelou capisce che deve lottare per ottenere ciò che desidera in una società che la considera un essere inferiore per il colore della pelle.

beast recensione

Beast, un film ad altissima tensione

Il Cinema con Beast ritorna ad alzare i riflettori sul rapporto, spesso conflittuale ed estremo, tra essere umano e natura. La Settima Arte quasi sin dagli esordi ha cercato di cogliere le caratteristiche di un rapporto ambivalente e contorto. La Natura è apparsa spesso come la definiva Giacomo Leopardi, ovvero una matrigna che punisce i suoi figli.

vitgin river terza stagione recensione

Virgin River: recensione della terza stagione

Dopo aver lasciato Jack (Martin Henderson) in condizioni critiche nell’ultimo episodio al cardiopalma della seconda stagione, scopriamo che il protagonista maschile è ancora vivo ma non ricorda chi lo ha sparato e quindi, tra vuoti di memoria e momenti romantici con la sua Melinda (Alexandra Breckenridge), Jack cerca il suo carnefice, mentre la sorella avvocatessa fa la propria comparsa sulla scena. Intanto Mel continua a desiderare una gravidanza.

libro guerra hillman

Un terribile amore per la guerra, il libro di James Hillman

Da dove nasce l’istinto umano per la guerra? Come mai i conflitti continuano a imperversare in tante zone del mondo causando morti e distruzioni? Ha dato una risposta, più che convincente, a questi interrogativi James Hillman, in un libro di oltre 200 pagine che si intitola ‘Un terribile amore per la guerra’ (Adelphi). Quattro capitoli, in cui il filosofo e psicoanalista ha esposto una tesi molto affascinante.