Aborto, Italia Donati e Gianna Jessen: facce della stessa medaglia

Italia Donati e Gianna Jessen, due donne lontane che hanno avuto reazioni diverse, eppure sono così simili nelle loro vicende tragiche...

Gianna Jessen
Gianna Jessen

Siamo al Queen’s Hall di Melbourne, dove si tiene una conferenza. L’anno è il 2008. Una ragazza prende la parola. E` l’attivista statunitense Gianna Jessen: il tono della sua voce è deciso, ma anche calibrato. Parla senza sosta raccontando la sua storia di bambina non voluta, rinnegata dalla madre, una diciassettenne che si fa iniettare, da un’importante associazione abortista degli Usa, una soluzione salina. Il feto, nonostante i gravi danni, sopravvive, riuscendo gradualmente a riacquisire le funzioni cognitive. Gianna oggi zoppica e soffre di paralisi cerebrale, tuttavia è viva e non si arrende, perché il suo unico obiettivo è quello di impedire che quanto accaduto a lei possa verificarsi a tanti altri feti. Gianna ha fede e si definisce una bambina di Dio. Ora, non è mia intenzione aprire un dibattito sull’aborto, poiché nessuno ha il diritto di giudicare né la donna, che si vede costretta ad abortire, né le persone che lottano contro questa pratica magari proprio perché hanno avuto delle esperienze analoghe a quelle della Jessen o per Fede. Ma non si possono dimenticare coloro che in nome della libertà hanno perso addirittura la vita, come accadde a Italia Donati, figlia di contadini.

Italia decise di seguire una strada diversa, un cammino impervio, che le creò non pochi problemi. Nel 1883 la ragazza fu nominata maestra elementare in un comune del pistoiese, ma il sindaco, Raffaele Torrigiani, la costrinse ad abitare accanto a casa sua. I ricatti sessuali del primo cittadino, le calunnie della gente, l’ostilità delle altre donne e soprattutto la notizia di un suo ipotetico aborto, allora considerato un reato gravissimo, fecero piombare la ragazza nella disperazione, tanto da indurla al suicidio. Italia lasciò disposizioni affinché il suo corpo fosse ispezionato, in modo da accertare la sua illibatezza. Una storia tragica che si diffuse sui quotidiani, suscitando molta commozione, basti pensare che al funerale parteciparono 20mila persone. La campagna stampa fece conoscere altri casi analoghi e tuttavia fu solo nel 1911 che si giunse all’avocazione delle scuole elementari, prima di competenza locale, allo Stato, e all’istituzione di un iter scolastico per le maestre.

Due storie che appartengono a epoche diverse, eppure così vicine, perché tremendamente tragiche. Così difficili da comprendere. Donne di ieri e Donne di oggi. Le prime lottavano per i loro diritti, le seconde a volte li rinnegano perché quanto ottenuto spesso fa male. Perché? Quei diritti tanto agognati sono esercitati da individui senza scrupoli che in nome del Dio denaro hanno fatto diventare una pratica legale, ma anche molto dolorosa per la Donna soprattutto psicologicamente, un business. Tra Italia Donati e Gianna Jessen – che comunque ha deciso di lottare, a differenza di Italia, forse perché il contesto socioculturale  è diverso – ci sono alcune analogie, una su tutte la sofferenza causata da una società dove non c’è spazio per l’Amore.

m.i. 

 

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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