Le pesche: tutte le proprietà del frutto sacro per i giapponesi

Le pesche appartengono alla famiglia delle rosacee. Ricco di acqua, di fibre, di vitamina C e betacarotene, questo frutto potenzia le difese immunitarie e stimola la rigenerazione cellulare proteggendo la pelle dai pericolosi raggi UV.

Le pesche sono un frutto bello da vedere, con le molteplici sfumature e il sapore succulento, e sono anche salutari proprio per le spiccate proprietà ma vanno mangiate nella stagione di maturazione, cioè l’estate. La pesca poi ha un significato simbolico per la nostra mente che va oltre le semplici proprietà e rievoca rituali antichi, come scrive Manuel Morelli su Riza Alimentazione Naturale (il numero di luglio 2016).

“Le persone anziane dicevano che, quando si mangia il primo frutto di stagione, bisogna esprimere un desiderio”, scrive il sociologo ed esperto in psicologia del cibo: “pensavano che vi fosse un collegamento tra l’uomo e la natura, tra il mondo vegetale e la mente dell’uomo (…) La pesca ha qualità straordinarie: si sviluppa nel calore dei raggi del sole, eppure riesce a mantenere la sua acquaticità”. E` infatti costituita dall’85 per cento di acqua.

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“La pesca rappresenta proprio la forza femminile che attraverso l’acqua genera la vita e si trasforma in latte, in seme, in energia creativa”, precisa Morelli. Ma la pesca è anche il frutto dell’immortalità, “è l’energia della provvidenza, è come un latte della natura che ci sostiene quando siamo spossati dalla calura di luglio”. Tanto che in Giappone si ritiene che il pesco protegga dalle forze del male e simboleggia la gioventù, la purezza, la bellezza.

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Le pesche appartengono alla famiglia delle rosacee. Ricco di acqua, di fibre, di vitamina C e betacarotene, questo frutto potenzia le difese immunitarie e stimola la rigenerazione cellulare proteggendo la pelle dai pericolosi raggi UV. Ha proprietà diuretiche e favorisce la peristalsi. Inoltre tiene bassa la glicemia proprio per la presenza di fibre e di acqua. Le pesche sono anche ricche di glutatione, un antiossidante coinvolto in diversi meccanismi, tra cui nella riparazione del DNA.

Esistono diverse varietà di questo frutto: la pesca gialla (ricca di carotenoidi), la Saturnina (considerata un ottimo sostituto dello zucchero anche nei dolci), la Nettarina (più ricca di potassio e vitamina C) e la pesca bianca che comprende due tipologie: una con la buccia chiara ed uniforme e l’altra con la buccia macchiata di rosso. La pesca a pasta bianca è un ottimo drenante per il fegato e i reni, inoltre è più ricca di fibre. Ovviamente bisogna prediligere i frutti biologici in modo che possiate mangiare le pesche anche con la buccia. Bisogna aggiungere poi che in ogni cosa ci vuole equilibrio, quindi non mangiatene più di due al giorno.

Dott.ssa Maria Ianniciello, naturopata e giornalista pubblicista

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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