MILANO, LE MADONNE DI DOLCE & GABBANA

Dolce&Gabbana Woman Winter 14  (1) Dolce&Gabbana Woman Winter 14  (5) Dolce&Gabbana Woman Winter 14 Accessories Details (1)

La Sicilia domina Milano, ormai da anni a questa parte. Alt, stiamo parlando di un particolare modo di vedere l’isola, ovvero quella che si sta imponendo nella donna immaginata da Dolce&Gabbana (nelle tre foto sulla destra). Prima le stampe d’agrumi, poi abiti floreali e con pizzo, adesso il duo va oltre, puntando alla ricerca storica, all’arte, alla religione. Sacro e profano si mescolano in una collezione a cui fa da sottofondo musicale Nino Rota, con le sue note per i film di Fellini. L’omaggio è al Duomo di Monreale (Palermo), dedicata a Santa Maria Nuova, costruito fra il 1172 e il 1185 per volere del re Normanno Guglielmo II d’Altavilla. I mosaici risplendono così dopo più di 800 anni nelle vesti di Dolce&Gabbana, preziose, curate, minuziose, ricche di storia ricamata con paillettes, cristalli, pietre, vetri, stampe. Poco importa se queste donne, per effetto scenico di pedana, indossino le corone. Del resto, il duo sottolinea come ognuna di noi debba sentirsi una principessa dentro, unendo alla tradizione la modernità, guardando avanti fieramente senza dimenticare mai il passato. E Dolce&Gabbana ha costruito collezioni intere puntando sui fasti delle epoche, ponendo sempre la Sicilia in primo piano, ravvivando una terra di contrasti con colori che mai risultano pesanti, come il rosso ciliegia di certe mini tuniche (dell’uscita finale) che non stanca, anzi. Sembra sollevare l’animo, contrastare lo scenario esterno, regalare attimi di poesia e di elevato riferimento culturale. I tessuti come tweed e sete sono vissuti in modo semplice senza dover ricorrere al lusso estremo. La donna di Dolce&Gabbana è una Madonna della quotidianità, pronta a mescolare la materia più ricercata con il casual e l’easywear, dando vita a un look che sdrammatizza, seppur ricco di un bagaglio storico-sociale di notevole portata.

Dolce & Gabbana
Dolce & Gabbana
Ferragamo
Ferragamo

Un’atmosfera pacata, completata solo dal rumore degli applausi per Missoni dove Angela esce a salutare il pubblico, nonostante la bufera del 4 gennaio. Da Missoni si va avanti, la griffe non si ferma, si confezionano abiti, si lanciano ispirazioni nuove. L’eleganza qui è tutta giocata su capi che attingono dall’underwear e dal loungewear con cappotti-vestaglia, pantaloni pigiama, tailleur con giacche over, completati da borse morbide, raffinate, senza eccessi. Colpisce la passerella di Salvatore Ferragamo per la sua contemporaneità e, diciamolo pure, soprattutto per i suoi accessori, tra cui i nuovi stivali “tagliati”, scarpe a punta con tacchi a spillo, pronte a diventare un must del prossimo inverno. Tradizione di pelliccia contrapposta a una nuova austerità invece da Marni. Colli, guanti, bordi a pelo lungo, per un effetto più selvaggio, meno intellettuale, sicuramente poco scontato e molto più “duro” degli scorsi anni. Si attinge dal guardaroba maschile, si creano abiti che vestono una donna audace, meno poetica delle passate collezioni, sicuramente più moderna ma con accenni di storia della maison. Un ritorno alle origini con rintocchi d’avanguardia.

Missoni
Missoni
Missoni
Missoni
Marni
Marni
Marni
Marni
Ferragamo
Ferragamo
Missoni
Missoni

Ornella Fontana

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