MOCAK, IL NUOVO MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA A CRACOVIA

Si chiama Mocak il nuovo Museo di arte Contemporanea di Cracovia progettato dall’architetto fiorentino Claudio Nardi insieme a Leonardo Maria Proli. Nato nell’area della ex-Fabbrica Schindler, portata alla notorietà da cinematografia e letteratura, si configura come un progetto in equilibrio tra memoria e futuro. La caratteristica copertura a shed , tipica degli edifici da conservare,  ha rappresentato infatti l’icona a cui ispirarsi per il progetto complessivo e diventando poi il logo stesso del museo. La vicenda del museo parte nel 2004 con l’acquisizione della ex fabbrica Schindler da parte del comune di Cracovia ed un concorso bandito nel 2007 che vede come vincitore il progetto presentato dalla studio Nardi di Firenze.

«Il nuovo museo – spiega Nardi –  risulta essere nuovo, leggero, luminoso, con un rivestimento in fibrocemento scuro e la copertura a sheds in zinco- titanio che abbraccia con se gli edifici esistenti ed i nuovi padiglioni, unendoli in un unico organismo, non monolitico, diffuso, trasparente, permeabile, parte di un percorso urbano in “divenire”. Il percorso “urbano”, è una passeggiata che attraversa il contesto e accompagna il visitatore attraverso la densità di un percorso reale da compiere».

Una quinta in cemento, crudo, industriale, alta 10 metri, fa da manifesto e da cerniera tra la via e la successione sinuosa di percorsi e padiglioni espositivi che si sviluppa in profondità all’interno dell’area. La parete antracite, su cui campeggia il logo del MOCAK, slitta fino ad incontrare la parete vetrata del prospetto sud e prosegue all’interno del Museo a formare una parete di una sala espositiva.

Ulteriore merito dell’architetto fiorentino è l’aver coniugato bene il progetto architettonico e gli arredi, scegliendo articoli di raffinata bellezza e dal design minimal di  alcune aziende italiane che risultano essere in perfetta armonia con tutto il costruito. Arketipo per gli imbottiti e Foscarini per le sospensioni. (Foto: Arketipo)

Ada Faretra

Autore dell'articolo: Ada Faretra

Ada Faretra
Si laurea in Architettura a Firenze nel 2004 discutendo una tesi in restauro architettonico dal titolo “PALAZZO PITTI A FIRENZE. IL CORTILE GRANDE ANALISI E CONSERVAZIONE”. Dal 2004 al 2009, in collaborazione con la SBAA di Firenze e con la Meridiana Restauri, riceve l’incarico di monitorare i lavori di restauro sulle facciate della chiesa di Santa Croce e di Palazzo Pitti a Firenze. Nel 2009, per conto dell’opera del Duomo di Firenze esegue il rilievo della porta della Mandorla sulla facciata laterale di Santa Maria del Fiore. Partecipa al progetto MAP con la catalogazione dei beni artistici degli Uffizi di Firenze al fine di redigere un database per gli interventi di emergenza dei VV FF. Dal 2006 al 2010 è stata Presidente di categoria del settore Arredo della Confartigianato di Firenze e membro delle giunte “Giovani Imprenditori” e “Senior” della stessa associazione. Attualmente risiede e lavora ad Ariano Irpino svolgendo la libera professione nel campo della progettazione architettonica e di interni.

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