Come mantenere il cervello giovane? Con il Movimento, elisir di salute

Come mantenere il cervello giovane? Il cervello è l’organo più complesso del nostro organismo e in generale della Natura. Si sa ancora troppo poco sul nostro cervello ma le Neuroscienze ci stanno svelando particolari alquanto interessanti su questo misterioso organo che in passato si riteneva fosse ‘sempre uguale’, invece oggi sappiamo che il cervello cambia continuamente.

Il cervello è composto infatti da miliardi di neuroni connessi tra loro da migliaia e migliaia di collegamenti elettrochimici che ci permettono di comunicare in modo costante con noi stessi e con l’ambiente facendoci compiere azioni molto complesse.

Tra queste azioni figura certamente il Movimento. Ma, prima di soffermarmi su questa funzione importante e necessaria per il cervello e per tutto l’organismo, occorre che io illustri, seppur sommariamente, la struttura dell’Encefalo, cioè degli organi racchiusi nella scatola cranica.

L’encefalo: i tre cervelli

All’interno dell’Encefalo (la scatola cranica) ci sono:

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Il Cervello che è la parte più estesa dell’Encefalo. Comprende emisfero destro ed emisfero sinistro che sono collegati tra loro mediante il Corpo calloso, il quale è composto da un fascio di fibre che trasmette le informazioni da una parte all’altra. L’emisfero destro controlla la parte sinistra del corpo, mentre l’emisfero sinistro coordina la zona destra dell’organismo. Il cervello – che è rivestito dalla corteccia cerebrale, la cosiddetta ‘materia grigia’ – nello specifico gestisce le emozioni, i movimenti, il ragionamento, l’apprendimento, il linguaggio e rielabora gli stimoli sensoriali.

Proprio al di sotto del cervello c’è il Cervelletto che coordina i movimenti, l’equilibrio nonché la capacità di mantenere la posizione eretta e l’attenzione.

Il cervello e il cervelletto comunicano con il resto del corpo attraverso il Tronco encefalico che regola il battito cardiaco, la respirazione, la termoregolazione, i ritmi sonno/veglia… gli stimoli involontari.

Possiamo dunque dire che l’encefalo custodisce tre cervelli:

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Il Cervello rettile. Si trova alla base del cranio ed è uguale in quasi tutti gli animali. Esso comprende il cervelletto e il tronco encefalico. Nello specifico controlla le funzioni vitali, come il respiro, il battito cardiaco, la circolazione, la temperatura corporea, la digestione e tutta la parte istintuale dell’essere umano.

Salendo troviamo il Cervello mammifero che è ubicato al di sopra del tronco ecefalico. In questa area troviamo l’Amigdala, il Talamo, l’Ipotalamo e l’Ippocampo. Qui è collocato anche il Sistema Limbico che gestisce gli stimoli della fame, della sete, del piacere, del dolore, del movimento volontario nonché le funzioni collegate all’apprendimento e alla memoria. Questa è anche l’area deputata alle emozioni.

Alla fine, in alto, è ubicato il Cervello primate. La neocorteccia – che è composta da sei strati neuronali – è la sede della memoria, della volontà, del linguaggio, dell’intelligenza, del ragionamento e del pensiero simbolico. E`diviso da profondi solchi in quattro aree diverse: lobo frontale, lobo temporale, lobo parietale e lobo occipitale.

Possiamo affermare quindi che nell’Encefalo sono custodite tutte le tappe evolutive dell’essere umano e che i neonati, man mano che crescono e diventano adolescenti, le percorrono tutte.

Nello specifico il cervello rettiliano è la sede degli istinti più ancestrali, il cervello mammifero è la sede delle emozioni e il cervello primate della razionalità.

Il cervello: organo in evoluzione

La funzionalità del cervello non è determinata dal patrimonio genetico che comunque incide in una piccolissima percentuale.

Ciò che condiziona le funzioni celebrali è il nostro stile di vita. E – come si legge ne Il cervello felice è il segreto della salute (edizioni Riza) – non servono quiz per la memoria, ragionamenti logici, prove performanti…

Ciò che fa evolvere il nostro cervello, mantenendolo in salute, sono le intuizioni, il pensiero simbolico e analogico, la creatività, l’immaginazione nonché l’accostarsi a ciò che è insolito.

Non abbiamo cervelli omologati perché ciascuno di noi è diverso.

Il cervello invecchia e muore solo se non gli permettiamo di sperimentare e di accostarci alle novità, mantendoci attivi. Si tratta dell’organo che meno risente dell’invecchiamento. Ciò che lo deteriora è la mancanza di stimoli sempre nuovi, una vita logorante, stressante e sedentaria…

Franco Berrino nel libro La grande via parla di tre vie per mantenere lo stato di salute psicofisica: quella del mangiare correttamente, quella della meditazione e quella del movimento. In questa sede vi parlerò del Movimento.

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Il cervello e il movimento

Io ho un bambino molto piccolo. Mi sto documentando parecchio su ciò che gli fa bene dal punto di vista psicofisico, quindi olistico, ed ho capito che il movimento lo mantiene in salute. Alle mamme, troppo ansiose e spaventate dico, dico: fate uscire i vostri bambini, fateli divertire all’aperto, non fatevi gestire la vita dalla paura.

L’essere umano si è evoluto nel corso dei millenni proprio perché in costante cammino. L’attività fisica, quindi il movimento, nello specifico:

Migliora la circolazione sanguigna, prevenendo così il rischio di ictus e di altre patologie circolatorie.

Come si legge nel manuale sopra citato, Il cervello felice è il segreto della salute, l’esercizio fisico stimola l’angiogenesi, cioè la creazione di nuovi vasi sanguigni che portano sangue ricco di ossigeno al cervello e in particolare all’area che sovrintende al pensiero, ovvero alla corteccia cerebrale. Ecco perché il movimento migliora la memoria stimolando al contempo lo sviluppo di nuove cellule nervose e aumentando così le connessioni tra i neuroni (le sinapsi).

Il movimento è in grado di determinare cambiamenti nella struttura cerebrale, in modo particolare nell’Ippocampo che è la sede della memoria. Sembra dunque che l’esercizio fisico prevenga le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson migliorando lo stato di salute dei pazienti che ne sono già affetti.

Ma quale attività prefrire? Gli studi ritengono che sia proprio l’attività aerobica la più salutare per il cervello. Tra queste figurano la corsa, il ciclismo, la camminata veloce, il nuoto e il ballo. Quante volte? Non meno di tre a settimana.

Portare i bambini i palestra e andarci noi stessi è salutare come del resto scegliere luoghi immersi nella natura. Ma è indispensabile che non siano attività agonistiche in cui prevalga la performance. L’ansia da prestazione infatti invecchia il cervello e in generale tutto l’organismo. Idem per la noia e per le abitudini.

Secondo gli esperti all’attività aerobica costante e regolare vanno aggiunti esercizi di rafforzamento e leggeri allenamenti di resistenza che permettono di sviluppare altre aree del cervello.

E` importante inoltre praticare discipline che creano una SINERGIA tra corpo e mente, facendoci rilassare, ma anche migliorando la concentrazione, l’equilibrio e la postura.

Quali sono? Lo Yoga e il Pilates. Ma questa è un’altra storia su cui scriverò a breve… (articolo della dott.ssa Maria Ianniciello, naturopata ad indirizzo psicosomatico e giornalista pubblicista)

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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