Il Referendum del 17 aprile 2016: ecco perché votare!

Cultura & Culture è dalla parte della corretta informazione, del giornalismo autentico, dell’inchiesta e soprattutto della capacità di critica dei cittadini italiani; ecco perché questo breve editoriale, partendo dal Referendum del 17 aprile 2016, si allarga anche all’attendibilità delle fonti online, di cui abbiamo spesso discusso in questa sede. Si è parlato poco del Referendum sulle Trivellazioni. Quasi assenti le campagne in Tv, nessuno speciale, pochi approfondimenti. Eppure esercitare il diritto di voto, mediante uno strumento quale il referendum, è necessario come l’acqua che ogni giorno ci disseta, come il cibo che se è salutare ci nutre veramente garantendo al nostro corpo le sostanze che gli servono per vivere, creare, dare il meglio di sé in un mondo di cui ognuno di noi fa parte. Non possiamo sottrarcene. Il nostro organismo è un piccolo microcosmo che opera in un macrocosmo. La Terra stessa è un microcosmo che si muove in uno spazio ancor più grande che è la nostra galassia. Ogni cosa sulla Terra ci ricorda che siamo fatti della stessa sostanza delle stelle, anche il nostro mare che con il proprio moto perpetuo ha una sua specifica funzione. Andare a votare è un dovere, è sentirsi parte del Tutto, è essere vivi, è esercitare il diritto di scelta. Nessun altro può decidere per noi.

Con il Referendum del 17 aprile 2016 possiamo interrompere le trivellazioni in atto nel Mediterraneo o meglio nelle dodici miglia in cui si estrae il petrolio e il gas. Secondo Greenpeace, il rischio d’incidenti «in un mare chiuso come il Mediterraneo non è basso», e quindi votare Sì al Referendum significa porre fine agli scavi ma solo alla scadenza dei contratti in essere. Votare No vuol dire protrarre le trivellazioni fino all’esaurimento delle risorse, creando notevoli disagi alla flora e alla fauna del nostro mare, sempre secondo l’associazione ambientalista, la quale prospetta che la fine delle trivellazione comporterebbe anche una maggiore domanda interna di produzione di energie rinnovabili e quindi più attenzione alle politiche ambientali. Si estrae, oltre il petrolio, anche il gas. Il fronte del No invece ritiene che la fine degli scavi potrebbe comportare problematiche inerenti la richiesta soprattutto di gas, gravi problemi sul fronte dell’occupazione e disagi lungo le coste italiane, dove petroliferi stranieri non possono transitare. E` importante rilevare che l’aggiunta di nuove trivellazioni nell’arco delle dodici miglia sono già vietate e una vittoria del Sì non impedirebbe nuovi scavi in altri luoghi e sulla terra ferma. Il Referendum del 17 aprile 2016 è stato voluto da nove regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto.

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A proposito sempre del Referendum abrogativo, scrivevo prima dell’attendibilità delle fonti. Si leggono sul web tante notizie false e tendenziose, che disorientano il lettore. Approfondirò la questione in un altro editoriale, tuttavia mi preme sottolineare che ciascuno di noi è dotato di logica e capacità di saper discernere. Acuite queste capacità soprattutto se si tratta di salute e di ambiente. Questo vale anche per il referendum. Come direttore e coeditore di Cultura & Culture, non vi dirò mai cosa votare ma perché votare. Io posso solo con la mia redazione indirizzarvi sempre verso una scelta consapevole attraverso una corretta informazione. Nulla di più. Buon voto! Vi allego un video esaustivo.

 

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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