PORDENONE, CINEMA MUTO: LE PETIT NUAGE

Le petit Nuage – Foto inviata dall’Ufficio Stampa

Alla trentunesima edizione delle Giornate del Cinema Muto in corso a Pordenone fino a sabato 13 ottobre approda oggi, lunedì 8 ottobre, in prima nazionale, Le petit nuage, leggera, romantica fantasia muta contemporanea ambientata a Parigi, la “progenie” di “The artist”, com’è stato definito il film dal direttore artistico delle Giornate, lo storico inglese David Robinson. In programma alle 20.30 al Teatro Verdi, Le petit nuage è diretto da Renée George, la light designer che ha illuminato le scene di The Artist e che ha poi voluto rendere il suo omaggio registico alla magia del cinema muto. I ringraziamenti nei credits del film attribuiscono il merito di questa ispirazione a Michel Hazanavicius, Bérénice Bejo, Jean Dujardin e Guillaume Schiffman, ma Le petit nuage si discosta parecchio dallo stile del loro film, che era un elegante e nostalgico omaggio alle ultime stagioni del cinema muto. La George ricorre ai vecchi e affidabili strumenti dell’immagine e del mimo, del ritmo e della musica per modellare una romantica fantasia contemporanea e senza tempo, lieve, ma persistente. Le petit nuage è stato concepito come primo segmento di una serie di corti da assemblare in un lungometraggio dal titolo 7 Short Films About Love. Ogni episodio del film sarà girato in un paese differente. «L’idea di questo fim è nata proprio sul set di The artist – racconta la cineasta Renée George – Mi piaceva l’idea di visualizzare l’atmosfera di un colpo di fulmine fra un uomo e una donna che si conoscono per caso a Parigi, in un caffè. E di raccontare quello che succede subito dopo … Certamente, l’ispirazione di The artist, dalle fasi di lavorazione al successo clamoroso con cui la pellicola è stata accolta ovunque, ha garantito una marcia in più al mio progetto. Tutto si è messo in moto rapidamente, grazie alle inndicazioni della sceneggiatrice Isabel Ribis, e al supporto della cineasta Stella Libert: ho incontrato a Cannes Sarah Demeestère, la mia protagonista , che a sua volta è un’attrice-regista. E attraverso la sua mediazione abbiamo convolto l’attore protagonista, Joffrey Platel, e l’altro inteprete che ci è sembrato perfetto per il ruolo del cameriere, Sébastien Pierre. La musica è un elemento determinante per questo film, ed è stata composta da Robert Casal, compositore e musicista di straordinario talento. Infine, il tocco del destino: appena finito di girare ho intravisto all’aeroporto Charles DeGaulle una fisionomia familiare che si portava in spalle uno strumento: si trattava del famoso violoncellista francese Gautier Capuçon. Ho azzardato con lui, chiedendogli di suonare un assolo per la colonna sonora del film, e lui ha accettato: così, insieme a Robert Casal, siamo volati a Washington per registrare il suo pezzo, in duo con il musicista argentino Emmanuel Trifilio al bandoneon».

Tra le varie iniziative oggi anche , alle 16, presso l’auditorium della Regione, il birthday party per l’attrice Jean Darling, enfant prodige divenuta icona del cinema muto che a Pordenone festeggerà i suoi 90 anni da poco compiuti. Ex attrice bambina, ormai indissolubilmente legata alle Giornate, Jean Darling è una delle poche testimoni del nostro tempo con nitidi ricordi dell’attività svolta ai tempi del cinema muto. Presso gli studios di Hal Roach divenne una “star in erba” nei panni della piccola femme fatale bionda della serie Our Gang (Simpatiche canaglie) che sarebbe diventata la più lunga serie della storia del cinema. Di lì a breve la piccola Jean avrebbe avuto per colleghi Stan Laurel e Oliver Hardy, Charley Chase e Jean Harlow, e avrebbe conosciuto Marion Davies, Greta Garbo e Clark Gable. Jean Darling. Oggi vive in Irlanda, dove scrive, fa trasmissioni radiofoniche e canta, ancora con una voce chiara e limpida.

E oggi in programma inoltre l’omaggio al “talento riscoperto” dell’attrice Anna Sten, una delle grandi attrici del cinema mondiale, oltre che una delle più belle,  ingiustamente dimenticata. Alle Giornate si vedranno quest’anno tutti i film muti da lei interpretati in Unione Sovietica e poi in Germania, prima che il produttore Samuel Goldwyn la portasse a Hollywood con la ferma intenzione di farne “la nuova Garbo”. La retrospettiva include la nota commedia classica di Boris Barnet, Devushka s korobkoi (La ragazza con la cappelliera, 1927), che proprio domani il festival presenta alle 20.30 al Teatro Verdi, subito dopo Le petit nuage. L’ultimo film muto girato dalla Sten, Lohnbuchhalter Kremke (1930) di Marie Harder, è stato accolto entusiasticamente in occasione della proiezione, nel gennaio 2011, al MoMA di New York.

Alle 22.10, al Teatro Verdi, per la rassegna pluriennale del “Canone rivisitato” il festival presenta la commedia Hands Up! di Clarence Badger (1926) interpretata da Raymond Griffith, nella nuova copia del MoMA di New York.

 

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Autore dell'articolo: Redazione

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