MILANO FILM FESTIVAL, LA TELEVISIONE CHE SI MANGIA IL CINEMA

di Elena Lombardo

 

Alla prima giornata del Milano Film Festival 2012 un mix tra musica e cinema.

Ieri notte Largo Greppi pullulava di persone che volevano prendere parte a questa interessante iniziativa. La kermesse è cominciata alle 19 con la musica dei Monaci del Surf che hanno accolto i primi arrivati nel sagrato del Teatro Strehler, i quali hanno potuto ascoltare della buona musica e gustare del buon vino e parmigiano, messo a disposizione dagli organizzatori. Molte le rappresentazioni in programma. Fra queste Italia 80, quando la televisione provò a mangiarsi il cinema, un lavoro di due anni diviso in due atti: il pubblico potrà vedere il primo in questa edizione, mentre il secondo sarà proiettato il prossimo anno. Questa sezione è costituita da 20 lungometraggi, opere televisive prodotte da Ipotesi Cinema e Rai e una serie di cortometraggi tra il 1980 ed il 1989 firmati da registi come Spada e Soldini. La retrospettiva ha lo scopo di indagare quando le cose hanno cominciato ad andare male nel cinema con l’incursione della televisione, considerando gli anni ’80 un periodo – come spesso stato definito anche dai critici – buio, opaco. Questo spazio vuole essere quindi uno sguardo più flessibile per mettere a confronto punti di vista diversi di quel tempo. La retrospettiva propone dei film degli allora esordienti Salvadores e Amelio, i quali terranno dei workshop nei prossimo giorni.

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Inoltre alcune pellicole avranno come protagonisti coloro che erano già dei maestri di cinema negli anni ’80 e quindi Federico Fellini, Bernardo Bertolucci e così via. Ci sono anche pellicole di autori e registi più indipendenti, come Soldini o Fumagalli. La prima proiezione, dal titolo A futura memoria: Pier Paolo Pasolini di Ivo Barnabò Micheli, è un documentario a tratti in bianco e nero, a tratti a colori, che ripercorre la vita dell’indimenticato Pasolini, autore, regista e non solo. Il documentario venne girato dieci anni dopo l’assassinio del suo protagonista e vinse il Festival di Bilbao nel 1985. Il lavoro ripercorre tutta la vita di Pasolini, le sue opere letterarie, cinematografiche e i tratti salienti della sua vita. Nelle due ore di durata del documentario, lo stesso Pasolini parla e racconta di sé attraverso delle immagini d’archivio. A questi momenti si alternano le testimonianze di amici e avversari, come per esempio Nico Naldini, cugino e biografo, la cantante Laura Betti, che cercò di mantenere alta la memoria di Pasolini anche dopo la sua morte. E ancora Andreotti, Bini e Giuseppe di Gennaro, il Pubblico Ministero che lo accusò di vilipendio alla religione di Stato ne La Ricotta (1963). La sua testimonianza ha pure fatto sorridere il pubblico presente per la spiegazione ai fatti. Inoltre Franco Citti, che partecipò come attore alla registrazione di Accattone. Abbastanza rilevante, ad oltre metà del documentario, il brano Pier Paolo Pasolini ein portrait, dove si vede lui che occupa il Palazzo del Cinema al lido di Venezia, insieme a Zavattini e Maselli. L’ultima parte è invece incentrata sull’intervista a uno dei protagonisti del movimento studentesco di Berlino, Schneider, che racconta quanto siano state importanti le lezioni di Pasolini in quel momento per la società. Ed è lo stesso Schneider che, alla fine, interroga Pelosi, colui che confessò l’assassinio di Pier Paolo Pasolini nel ‘75. Il primo appuntamento della retrospettiva sugli anni ’80 si è caratterizzato per una discreta partecipazione di pubblico, tanto che la piccola sala del Teatro Strehler era piena non solo di adulti ma anche di giovani che forse affascinati da questo controverso personaggio hanno voluto vederci chiaro ascoltando direttamente le sue parole. La retrospettiva continuerà questa sera con la proiezione di Ladri di Saponette di Maurizio Nichetti.

La nota della redazione – Il programma di oggi

CONCORSO LUNGOMETRAGGI

Prosegue il Concorso Lungometraggi della 17esima edizione del Milano Film Festival con Tiens moi droite (giov. 13 sett. h 15 Cinema Ariosto, presentato dalla regista) di Zoé Chantre. Un diario personale offerto al mondo, unʼopera che rielabora la realtà – illustrandola, animandola e riprendendola – documentario-collage che celebra le immagini e il cinema, lʼanarchia delle forme e la vita, opera prima di unʼartista eclettica. A seguire, China Heavyweight (giov. 13 sett. h 17 Cinema Ariosto), opera seconda di Yung Chang dopo Up the Yangtze, tra romanzo di formazione e documentario dʼazione, che racconta il riscatto umano e sportivo in un Paese che cambia. Due giovani boxeur sono accompagnati da un maestro che non ha perso la voglia di mettersi in gioco. Può una disciplina occidentale, bandita in Cina per quasi trentʼanni, raccontare ansie e desideri delle nuove generazioni del Sichuan?

CONCORSO CORTOMETRAGGI

Alle 15 al Teatro Strehler e alle 22.45 al Parco Sempione proseguono i corti del Concorso, riservato solo a opere under 40.

ITALIA 80

Prosegue ed entra nel vivo la rassegna dedicata agli anni ʼ80 del cinema italiano con la versione restaurata di Ladri di saponette (giov. 13 sett. h 20.30 Teatro Strehler, presentato dal regista), dove Maurizio Nichetti è in uno studio tv per presentare il suo nuovo film, la cui trasmissione è interrotta dalla pubblicità. Fino a quando un improvviso corto-circuito mescola caoticamente la realtà con la finzione.

Si prosegue con Di paesi, di città (giov. 13 sett. h 15, 17 e 20.30 Scatola Magica)̀, serie in 12 puntate da unʼora trasmessa sulla Rai nel 1985, che racchiude i cortometraggi dei giovani talenti che ruotavano attorno al laboratorio Ipotesi Cinema di Bassano; La gentilezza del tocco di Francesco Calogero (giov. 13 sett. h 22.30 Scatola Magica), ispirato a Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa e premiato a Bellaria nel 1988, dove uno zelante correttore di bozze indaga sui presunti retroscena torbidi di una recensione un poʼ troppo entusiastica apparsa sul suo giornale.

PLAY IT AGAIN, WOODY!

Si ferma per un giorno lʼomaggio milanese di Randall Poster alla musica nel cinema di Woody Allen, perché giovedì 13 settembre il celebre music supervisor è ospite della Cineteca di Bologna, che gli dedica un’intera giornata www.cinetecadibologna.it.

OMAGGIO A BEN RIVERS

In collaborazione con Filmmaker e Filmidee, con il sostegno di British Council, Milano Film Festival presenta la prima retrospettiva dedicata a Ben Rivers, sperimentale filmmaker inglese che lavora ostinatamente in 16 mm, sconfinando da tempo nei territori della sperimentazione e contaminazione artistica. Two Years At Sea (giovedì 13 settembre alle 17 Teatro Strehler, presentato dal regista), premio della critica a Venezia 2011, è il suo lungo d’esordio, un documentario costruito come una fiction, che racconta la vita di Jake Williams, del suo mondo di oggetti, resti di una vita, e del suo meraviglioso rapporto con la natura.

THE OUTSIDERS

Primo titolo della rassegna “fuori categoria” del festival, Elles, il nuovo film di Małgorzata Szumowska (giov. 13 sett. h 22.30 Teatro Strehler), dal 28 settembre in distribuzione nelle sale grazie a Officine Ubu. Anne (interpretata da Juliette Binoche), giornalista parigina per Elle, lavora a un articolo sulla vita di tante ragazze che si prostituiscono per pagare gli studi. Ai Weiwei: Never Sorry di Alison Klayman (giov. 13 sett. h 21 Cinema Ariosto) è invece un documentario che racconta la quotidianità, sorvegliata dal governo, di Ai Wei Wei, il più celebre artista cinese del nostro tempo, non solo per lʼarte, ma per lʼuso dei new media a difesa di se stesso e di denuncia del proprio paese.

COLPE DI STATO

La rassegna prosegue con il film-evento del festival, WE ARE LEGION: The Story of the Hacktivists di Brian Knappenberger (giov. 13 sett. h 21 Parco Sempione), un avventuroso ritratto di Anonymous raccontato dalla viva voce degli stessi acktivisti, che sarà approfondito dallʼincontro con Riccardo Staglianò sul tema Da Wikileaks ad Anonymous: l’utopia nella rete (domenica 16 settembre h 19 Scatola Magica – ingresso gratuito).

VERNIXAGE

Inizia la rassegna dedicata alle intersezioni tra cinema e video arte con lʼisraeliano Roee Rosen (giov. 13 sett. h 19 Cinema Ariosto), che conduce unʼindagine che dai territori delle arti visive approda alla letteratura, passando per il cinema. Le opere, attraverso rari simbolismi, accolgono sapienti sovrapposizioni di finzione e realtà, fede e mito, entro architetture di sarcasmi corrosivi e disarmanti riflessioni sulla società contemporanea. Nel caso di Tse, tra documentario, fiction e toni da cinema horror, dal rituale di un pestaggio sadomasochista si passa a quello di un “esorcismo politico”. In Hilarious cronaca politica, morte e violenza sono maneggiate grottescamente allʼinterno di una triviale stand-up comedy, senza suscitare alcuna ilarità, ma solo un assordante stridore.

LIVE FROM MFF

Alle 19 sul sagrato del Teatro Strehler concerto live del festival con i LESS OR NOT EQUAL. Segue alle 21 il dj set di ZurdaDj.

Lʼappuntamento è dal 12 al 23 settembre 2012; per tutti gli aggiornamenti è sempre consultabile il sito www.milanofilmfestival.it

 

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Autore dell'articolo: Redazione

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