9 ottobre 2012
Redazione (4058 articles)
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A CASERTA ANDRA` IN SCENA CAFONE!

Il secondo appuntamento della Stagione 2012/2013 del Teatro Civico 14 di Caserta  vedrà in scena lo spettacolo “Cafone!” di Antonella Cilento, un acuto e critico sguardo al femminile sul fenomeno del brigantaggio, controversa espressione di disagio popolare che incise sulla storia del Mezzogiorno continentale e sulle sorti dell’unificazione nazionale.

Sabato, 13 ottobre 2012, alle 21,  e domenica 14 ottobre alle 19 la poliedrica attrice italiana Gea Martire, il cui impegno in ambito teatrale e cinematografico è riconosciuto e stimato a livello internazionale, vestirà i panni di Filomena Pennacchio, brigantessa sannita, tra le più famose donne che si ribellarono alla feroce repressione piemontese durante il complesso processo che portò all’identificazione degli attuali confini italiani. Figura emblematica del brigantaggio femminile, energico esempio di incidenza storica, intrepida e affascinante combattente in prima persona, il personaggio di Filomena Pennacchio approda al Teatro Civico 14 di Caserta per raccontare un aspetto della nostra memoria collettiva. Gea Martire è artefice di una performance connotata da un forte impatto emotivo che vuole interrogarsi, attraverso una suggestiva costruzione drammaturgica, sulle sorti del Sud Italia.

 “Autentica protagonista, non semplice amante di un capobanda, libera, fiera, orgogliosa, Filomena riassume in sé il destino del popolo meridionale, depredato e umiliato, che con orgoglio rivendica la sua indipendenza. Colpevole solo di voler essere una donna autonoma in tempi di miope repressione, Filomena è tutte noi, ancor oggi: sognatrice, fattiva, arrabbiata, protagonista di sanguinosi fatti, è tutt’altro che un mostro fuor di natura, come la pubblicistica del tempo volle dipingere le brigantesse. Quale fu la vera natura dell’Unità d’Italia: nascita di un nuovo Stato o morte del Sud? Quali e ad opera di chi le peggiori efferatezze? Tante le risposte, le tesi, le antitesi e, come sempre, nessuna certezza. Questa è la verità di Filomena Pennacchio, detta “ ‘a fuchera’”

(Antonella Cilento)

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