WWOOFING, la nuova frontiera della vita bucolica

WWOOF, non è il verso di un animale né tantomeno una particolare sigla che identifica un tipo di extraterrestre. Il WWOOF, World Wide Opportunities on Organic Farms, è un movimento internazionale che ha l’obiettivo di creare delle consolidate relazioni tra piccole e medie realtà rurali e persone interessate a fare esperienze di vita bucolica e di agricoltura naturale. Dal nome del movimento è nata una vera e propria attività, quella del wwoofing, una pratica, per l’appunto, che coinvolge le aziende agricole attente al biologico e al naturale e i viaggiatori interessati a immergersi nella vita quotidiana di una piccola azienda rurale scelta con lo scopo di imparare un nuovo mestiere e di vivere uno stile di vita lontano da quello cittadino. Ma come funziona praticamente il wwoofing? È semplice: sul sito WWOOF Italia è possibile scegliere una tra le tante aziende agricole presenti nella nostra penisola e dopo essere diventati soci del movimento WWOOF, garante dell’intermediazione tra voi e la ditta, potrete partire e vivere la realtà scelta a 360 gradi, lavorando, godendovi la campagna e ricevendo vitto e alloggio gratis. Per meglio comprendere cos’è il wwoofing e in che modo opera l’organizzazione che veicola questa nuova possibilità per i viaggiatori e per gli amanti della natura, abbiamo raggiunto Claudio Pozzi, Presidente del Consiglio di WWOOF Italia: “L’organizzazione ha sicuramente come focus primario quello di mettere in contatto aziende agricole che hanno fatto la scelta della coltivazione naturale con persone affini a questa politica che abbiano voglia di sperimentarla su campo, ma, all’interno della rete di relazioni che lentamente si sta solidificando, l’attenzione vuole rivolgersi anche ad altri aspetti quali l’uso consapevole delle risorse ambientali, la riduzione dei rifiuti e quella del consumo di energia elettrica.” Il wwoofing consiste dunque in un vero e proprio baratto culturale, “le aziende diventano così dei centri educativi – spiega Pozzi – e l’azione formativa si basa sulla reciprocità. È importante specificare che vitto e alloggio non sono una forma di pagamento per una prestazione lavorativa eseguita, ma rappresentano degli elementi essenziali del wwoofing”.

Qualora decidiate di approfittare di questa nuova frontiera verde del viaggio e dell’esperienza, sappiate che i confini entro cui potrete muovervi non sono solo quelli italiani ma spaziano ad esempio dall’Argentina al Bangladesh, dalla Bolivia al Canada e dalla Polinesia al Madagascar. Il wwoofing può infatti essere praticato in tutto il mondo attraverso la mediazione dei WWOOF di riferimento di ogni Paese, qualora nel Paese scelto questo non fosse presente ci pensa il WWOOF Independents, organo in grado di gestire le relazioni con le imprese agricole delle nazioni prive di una struttura interna organizzata. Nel settembre del 2011, durante una conferenza mondiale dei WWOOF in Corea, si è costituita inoltre FoWO, la Federazione che raccoglie e coordina tutte le voci di questo così vasto universo.

“Il passaparola è stato per noi il migliore strumento di espansione, – riferisce ancora Claudio Pozzi di WWOOF Italia – altri strumenti, infatti, talvolta potrebbero far fraintendere il senso della nostra attività. Non vogliamo che la gente pensi che ciò che proponiamo sia una vacanza o della manodopera a basso costo. I wwoofer non sopperiscono alle mancanze delle ditte rurali perché per noi rappresentano un vero e proprio plus valore”. Se cercate un’alternativa all’agriturismo e volete diventare parte integrante di un contesto campestre, il woofing potrebbe fare al vostro caso: coltivare la terra, raccogliere la frutta, occuparsi delle vigne e degli animali per poi assaporare i prodotti naturali derivati dal proprio lavoro sono solo alcune tra le tante alternative disponibili. Partire per un’avventura di questo tipo, restando in Italia o andando all’estero, può voler dire mettersi alla prova, ricominciare da zero oppure imparare un nuovo mestiere utile in tempo di crisi. Per le nuove generazioni un’esperienza legata alla terra non racconta un ritorno ma un nuovo esperimento lontano da quello metropolitano fatto di schermi e di poche parole. Il WWOOF propone un’inedita laboriosità sociale che rispolvera la tradizione; come gli uomini-libro di Bradbury, andiamo dunque alla ricerca di un locus amoenus in cui non dimenticare quanto già appreso nella vita di ogni giorno, imparando però un diverso linguaggio per noi quasi sconosciuto, quello della campagna.

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Autore dell'articolo: Elisabetta Severino

Elisabetta Severino
Elisabetta Severino, originaria di Lecce e bolognese d’adozione, ha studiato Lettere Moderne per seguire le sue più grandi passioni: la letteratura e la scrittura. Ha collaborato con diverse redazioni e radio e attualmente lavora come Ufficio Stampa in un teatro, ambiente vivo e stimolante. Dopo aver vissuto a 360° l’esperienza dell’Erasmus in Francia durante il periodo universitario non ha mai smesso di viaggiare curiosando qua e là per l’Europa e oltre i suoi confini. La città in cui non si stanca mai di ritornare? Parigi!

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