Un tuffo nel Mar Baltico? Yes, we can!

mar balticoPrima di partire non l’avremmo mai immaginato: due italiani come noi che nuotano nel Mar Baltico. È l’ennesima scoperta in questa Polonia dalle mille sorprese. Buon cibo, città interessanti e persino un mare in cui tuffarsi. Cosa vogliamo di più? Forse siamo stati fortunati in quanto non sempre la temperatura qui nel nord della Polonia è così elevata, fatto sta che per tre giorni abbiamo fatto tappa alla bella spiaggia di Danzica: un lungo litorale di sabbia bianca, nessuno stabilimento balneare, qualche piccolo chioschetto qua e là e tutt’intorno una vegetazione stranamente simile a quella del nostro Mediterraneo. Certo l’acqua del mare non è altrettanto calda ma, contrariamente a ogni aspettativa, una volta superata la soglia iniziale non è poi così difficile restare immersi per una decina di minuti. Fuori dal mare, poi, il vento, tanto che le famiglie polacche sono diventate abili nel costruirsi intorno delle specie di recinti di stoffa, così da fermare anche la sabbia in volo. Per il resto, infine, una tranquillità che in alcuni punti delle nostre coste spesso manca.

HelOltre ad affacciarsi sul mare, Brzeźno (la zona della spiaggia di Danzica) è un piccolo centro con qualche ristorantino che propone pesce di mare (dalle immancabili aringhe al merluzzo, passando per il salmone), bar con hamburger enormi, quasi impossibili da mangiare e, soprattutto, gli immancabili lody (gelato) e gofry (waffles), che nelle quasi quattro settimane di permanenza in Polonia sono stati dei veri compagni di viaggio. È incredibile vedere quanto i polacchi siano amanti di questi due dolci: con il loro gofry interamente ricoperto di panna montata e frutta d’ogni tipo passeggiano nei pressi del mare, si siedono a un tavolino con aria soddisfatta e noi non possiamo fare altro che imitarli. La zona di Brzeźno è davvero un ottimo posto per cenare prima di raggiungere il più animato centro di Danzica o, per gli amanti della vita notturna, la vicina Sopot, insieme a Danzica e a Gdynia parte delle famose “Tre città” della zona. Un ottimo posto, dicevo, perché qui tutto costa davvero poco: con circa 40 złoty (il corrispettivo di meno di dieci euro) si può consumare un pasto intero, con tutti i piatti tipici del luogo.

spiaggia helDi fronte alla spiaggia, difficile da vedere se non nelle giornate più limpide, si estende la famosa Penisola di Hel, un luogo esposto al mare e al vento nordici e in continua mutazione a causa delle maree. Kasia, una giovane ragazza polacca che abbiamo conosciuto nei giorni scorsi, ci ha proposto di organizzare una gita in battello e di raggiungere questa strana striscia di terra, lunga circa una trentina di chilometri e larga soltanto 300 metri. Insieme a Kasia e ad Hamada, giovane siriano in viaggio in Polonia, abbiamo quindi visitato questo banco di sabbia dalla strana forma e ci siamo fermani nella cittadina che dà il nome alla penisola, ossia Hel, una tranquilla località di villeggiatura con pescatori, qualche ristorantino e belle spiagge. Un posto tranquillo, dicevo, anche se il suo Fokarium è letteralmente preso d’assalto da famiglie con bambini e curiosi, giunti sino a qui per vedere le famose foche grigie del Baltico.

foca balticoIl nostro viaggio sta per giungere a termine: ancora un giorno e lasceremo la Polonia per iniziare la discesa verso sud. Nel piano iniziale del tour avevamo inserito, come tappa per spezzare il tragitto sino all’Italia, Praga o, in alternativa, Vienna. In realtà, testate le strade polacche e i lunghi tempi di percorrenza, l’opzione migliore pare sia raggiungere Berlino e sostare un paio di giorni lì. La cosa non ci dispiace: come Praga e Vienna, conosciamo già bene anche Berlino, quindi si tratterebbe di trascorrere nella capitale tedesca qualche piacevole ora. Potremmo passeggiare per il Mitte, mangiare un Kebab a Kreuzberg o bere una birra nei locali di Friedrichshain. Ottimo, non vedo l’ora di tornare a Berlino…

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Valentina Sala

 

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Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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