Oleolito di Calendula: proprietà e ricetta

Ci siamo. Finalmente è pronto. A cosa mi riferisco? All’Oleolito di Calendula selvatica. Vi avevo parlato della pianta, da cui ho ottenuto l’oleolito, in un precedente articolo che ho scritto poco dopo aver raccolto i fiori di Calendula e averli messi ad essiccare. Il procedimento è molto semplice ma richiede un pochino del vostro tempo e soprattutto tanta pazienza.

Dopo aver raccolto le Calendule (non fatelo sul ciglio delle strade, mi raccomando. Raccoglietele lontano dai luoghi di coltura perché spesso i contadini usano i concimi, diserbanti e altre sostanze per dissodare e bonificare il terreno rendendo tossiche anche le specie selvatiche), mettetele ad essiccare per 4/5 giorni, a seconda della temperatura esterna (se fa caldo si essiccano prima) dopodiché ponete i fiori in un barattolo di vetro e versateci sopra dell’olio d’oliva fino all’orlo e chiudete il tutto ermeticamente. Poi riponete il barattolo in un luogo buio per un mese, nel corso del quale dovete scuoterlo di tanto in tanto. Trascorsi i 30 giorni il composto ottenuto va filtrato e travasato.

Calendula posta ad essiccare @Maria Ianniciello

 

L’oleolito di Calendula selvatica ha molte proprietà e fa bene alla pelle. Può essere impiegato come base per creme e unguenti, prestandosi a diversi usi esterni. In particolare è adatto per secchezza e screpolature dell’epidermide, couperose, dermatiti eritematose, geloni, ulcere, acne e ustioni lievi. Gli oleoliti sono preparazioni per uso esterno ottenuti dalla macerazione in olio di oliva o di semi (potete anche usare altro olio spremuto a freddo, tenete presente però che ogni olio ha proprietà e caratteristiche specifiche che si aggiungono poi a quelle della pianta), in rapporto del 20 per cento.

Calendula posta a macerare e lasciata sotto olio per un mese

L’oleolito di Calendula può essere utilizzato da solo o con altri oli ed essenze. In particolare in caso di ragadi al seno, causate dall’allattamento, vi consiglio questa ricetta: 50 millilitri di olio di jojoba, 50 millilitri di oleolito di Calendula, 15 gocce di olio essenziale di Lavanda Vera, 5 gocce di Tea Tree e 3 gocce di Camomilla Blu. Con questo preparato potete praticare un massaggio aromatico da fare sulla parte dolente.

Maria Ianniciello, naturopata e giornalista pubblicista

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Fonti e ringraziamenti

  • Guida pratica all’erboristeria, edizioni Riza
  • Luca Fortuna, Aromaterapia per la mamma e il bambino, Xenia edizioni 
  • La mia esperienza personale 😉 
  • Ringrazio la mia amica Franca Molinaro, che mi ha guidata nel mondo delle Calendule selvatiche

 

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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