Fave: le proprietà e qualche curiosità su questo prezioso legume

Oggi voglio parlarvi delle Fave e delle loro spiccate proprietà. Siamo a primavera e questa è la stagione più adatta per consumarle fresche. Ma, prima di soffermarmi su questo legume, apro una breve e importante parentesi sulla psicologia del cibo; gli animali ci aiutano molto, infatti se li osserviamo mangiare capiamo tanto degli alimenti e del loro importante ruolo nella nostra vita. Con me vive Laila, uno splendido pastore tedesco femmina, a pelo lungo, che per tutto il periodo in cui il noce, che ho nel giardino, ha fruttificato non ha fatto altro che cibarsi del prezioso frutto, utilissimo al cervello e al sistemo cardiocircolatorio per gli Omega 3 che contiene e per le altre sostanze benefiche.

[blockquote style=”2″]Guarda il video di Giallo Zafferano su come pulire le fave. Lo trovi in calce[/blockquote]

La cosa che mi impressionava era che Laila sbucciava con pazienza le noci, scartando con la bocca l’involucro esterno e mangiando solo la parte interna, cioè il frutto. Ciò che le dava piacere non era solo il gusto bensì il fatto di trovare la sorpresa dentro il guscio così duro eppure molto allettante per i suoi denti, i suoi sensi e il suo stomaco. Gli ‘esperti’ dell’ultima ora – dai quali vi invito a stare alla larga – che scrivono post spesso insensati su internet consigliano di evitare che il cane faccia queste cose, come mangiare l’erba o anche cibarsi di noci, dopo aver rotto l’involucro, o di altri frutti. Io penso al contrario che Laila abbia una saggezza innata per ciò che esiste in natura; bisogna solo fare attenzione a quanto produce l’uomo (come i detersivi per esempio) perché il suo genoma non ha familiarità con queste sostanze e di conseguenza se un detersivo ha un buon odore il potente olfatto del cane potrebbe essere ingannato. Per il resto fidatevi dei vostri animali e imparate da loro.

Perché sto scrivendo tutto ciò in un articolo che parla delle Fave? Ebbene, perché quando le sbucciate è importante che lo facciate con cura, calma, pazienza proprio come quando il mio cane pulisce e mangia le noci. Laila si mette seduta e si gode il momento. I semi della Fave sono piccoli e concentrati, inoltre si trovano nel baccello al buio. Simboleggiano quindi l’energia femminile, la notte, il buio, il freddo, l’acqua… (che associamo allo Yin della Medicina Tradizionale Cinese) e infatti fanno bene ai reni tanto che sono consigliate nella calcolosi renale. Osservate i semi. Non ricordano forse i reni, che sempre nella medicina tradizionale cinese e nella psicosomatica moderna rievocano l’acqua e dunque il femminile? Tutto torna e la magia è proprio qui, nel piacere della scoperta proprio come fa Laila con le noci e come fanno i bambini con le uova di Pasqua.

[blockquote style=”2″]La ricetta con le Fave della Fondazione Veronesi, la trovi qui [/blockquote]

Quindi state nel presente quando pulite le Fave. Può essere uno straordinario momento meditativo. Le Fave hanno tante proprietà e poche controindicazioni: l’unica avvertenza riguarda il favismo, una malattia genetica che determina l’anemia emolitica. Rispetto agli altri legumi hanno meno Vitamina A e più cellulosa; sono del tutto privi di lipidi e ricchi di amidi e proteine. Proteggono il sistema nervoso grazie alla presenza di L-dopa, il precursore della dopamina che modula il sistema nervoso; per questo vengono impiegate in pazienti affetti dal Morbo di Parkinson, al contrario ad alte dosi creano irritabilità, insonnia, ansia e allucinazioni.

Pasta con il pesto di Fave (scopri come farla in basso)

Le Fave sono un valido aiuto per contrastare la sindrome metabolica, le malattie cardiovascolari e l’ipercolesterolemia. Se ci fate caso sono patologie legate a un eccesso di fuoco interno (come direbbero i cinesi), quindi sostenere l’organismo con un alimento più equilibrato dal punto di vista energetico (bisogna tener presente che le Fave fresche si trovano nel momento in cui l’organismo va incontro all’estate, quindi al periodo più caldo… e ci proteggono anche da eventuali colpi di calore o cambi repentini della temperatura riequilibrandoci energeticamente). Questi preziosi semini inoltre sono ricchi di ferro; di conseguenza aiutano le persone anemiche e le donne in gravidanza e allattamento quando l’apporto di questo minerale dovrebbe essere maggiore. Le Fave si possono usare in caso di diabete (stabilizzano gli zuccheri nel sangue), nell’alimentazione geriatrica e in tutti i soggetti debilitati e astenici.

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Io cucino le Fave con il riso integrale biologico, con la pasta, da sole in padella con la cipolla oppure sotto forma di vellutata. Possono essere abbinate ad altri cereali, come il farro, l’avena, l’orzo… da acquistare sempre decorticati. Potete fare un gustoso pesto. Dopo averle pulite (vi allego il video di Giallo Zafferano in calce), procedete in questo modo: mettete le Fave a bollire per pochi minuti, poi collocatele nel recipiente del mixer e aggiungete parmigiano reggiano, olio e menta che è facoltativa (se soffrite di reflusso gastrico ve la sconsiglio). Poi frullate il tutto. Con questo pesto potete condire la pasta, il riso e gli altri cereali a chicco. Avrete capito che cucinare è un atto d’amore verso noi stessi e verso gli altri commensali. Buon appetito 🙂

Maria Ianniciello, naturopata ad indirizzo psicosomatico e giornalista pubblicista

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Direttore responsabile e coeditrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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