Oriana Fallaci, La paura è un peccato: la raccolta di lettere

“Odio scrivere lettere e, quando lavoro a un libro, mi pesa perfino mettere insieme un messaggio di poche parole”, così scriveva Oriana Fallaci in una delle centoventi lettere raccolte nel libro La paura è un peccato. Lettere da una vita straordinaria, edito da Rizzoli, eppure immergendosi nella lettura di queste missive ad affiorare non è il disamore dell’autrice per questa forma di scrittura ma piuttosto la passione per la parola che grazie alla determinazione non rimase mai appiattita sulla carta ma spiccò sempre il volo. Le epistole, di varia natura, svelando la sfera privata della vita della giornalista insieme a quella pubblica, regalano al lettore la possibilità di rileggere una vita straordinaria da diversi punti di vista: Oriana Fallaci rivela in queste lettere il suo essere donna, amante, figlia, amica, sorella, giornalista e scrittrice. Le mille anime di una personalità così complessa si raccontano lasciandosi intravedere con naturalezza. La paura di amare è una delle prime sfumature a emergere in una delle lettere più datate del libro. Rivolgendosi alla sua amica Jane Dreyfus, Oriana scriveva del suo cagnolino York, affidato a cuor leggero (nonostante le lacrime versate all’aeroporto) alla madre quando si trasferì negli Stati Uniti. In un altro testo maledisse la sua “mente lucida”, razionale (lettera indirizzata al ministro greco Kanellopoulos), altrove dichiarò di non saper “né perdonare, né dimenticare” (nella lettera a Alberto Jacoviello, inviato de La Repubblica e de l’Unità). L’onestà intellettuale animò la Fallaci nella professione come nelle relazioni personali e la pretesa che fosse da tutti professata come un credo religioso fu una delle ragioni che la condusse agli ultimi giorni della sua vita in solitudine. Nonostante quest’apparente totale intransigenza sono stati tanti gli stati d’animo e i sentimenti vissuti dalla donna nel tempo. Nelle missive vi è la dolcezza che l’autrice dimostra di nutrire per la madre quando tenta di tranquillizzarla dai più reconditi meandri della terra, per una tredicenne sua fan, Mariella, alla quale spiega che “la prima condizione di libertà e di civiltà è permettere agli altri di pensarla come vogliono” e per Ingrid Bergman, una tra le pochissime donne che Oriana dichiarò di avere ammirato in tutta la sua vita.

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In La paura è un peccato. Lettere da una vita straordinaria è presente l’amore sconfinato che Orian Fallaci provò per Alekos Panagulis, rivoluzionario greco, morto in un misterioso incidente automobilistico nella notte tra il 30 aprile e l’1 maggio del 1976, c’è l’enorme stima provata per il socialista Pietro Nenni, per il cinese Deng Xiaoping, di cui Oriana confessa, in una lettera del 1986 all’ambasciatore italiano a Pechino Raffaele P. Marras, di possedere una foto incorniciata nel suo appartamento newyorkese, e per il letterato Pier Paolo Pasolini sulla morte del quale condusse delle indagini alla ricerca della verità. In numerosissime epistole emerge furioso il coraggio, non solo quello dimostrato al fronte in Vietnam, in India, in Bangladesh durante la guerra indo-pakistana, a Hong Kong, a Macao durante le sommosse maoiste, in Brasile e in Perù mentre si accendevano le rivolte popolari, in Giordania e in Israele durante i conflitti mediorientali e in Messico dove Oriana Fallaci venne gravemente ferita nella strage di Tlatelolco, ma anche quello manifestato attraverso le sue celebri prese di posizione contro esponenti politici di enorme rilevanza, come il consigliere della sicurezza statunitense Henry Kissinger accusato pubblicamente dalle pagine de l’Europeo di aver contribuito all’eccidio di un’intera generazione vietnamita per impedire l’avvento del comunismo e di avere le mani in pasta in numerose situazioni d’importanza capitale per gli equilibri mondiali. E ancora la rabbia trova spazio nelle prime lettere, quelle che descrivono il disastro del ’66 dello straripamento dell’Arno a Firenze, come nelle ultime che con ferocia e intransigenza inchiodano la minaccia del terrorismo islamico dopo l’attentato dell’11 settembre. Amici, parenti, avversari, amori folli (a quello per Alekos Panagulis verrà dedicata gran parte della collezione epistolare), potenti leader politici e personalità di spicco del tempo (come Fidel Castro, Giovanni Malagodi, Álvaro Cunhal, Giulio Andreotti, Carlo Cassola, Woody Allen e Ingrid Bergman) sono gli interlocutori di Oriana che attraverso queste pagine ha narrato la gestazione e il processo di scrittura di importanti sue opere quali Intervista con la storia, Lettera a un bambino mai nato, Un uomo, Insciallah e La rabbia e l’orgoglio. “Io mi sono sempre considerata uno scrittore prestato al giornalismo […] e non un giornalista che poi si è messo a scrivere libri”, dichiarava nella missiva indirizzata allo storico britannico Roger N. L. Absalom; le riflessioni sulla scrittura popolano di fatto le pagine de La paura è un peccato. “La prosa non è un urlo. La prosa è una disciplina” che la scrittrice metteva rigidamente in campo ogni qual volta la stesura di un libro cominciava a prendere forma, concretezza, come un figlio (“Lavorare a un libro è come una gravidanza” scriveva al regista Jules Dassin; “…da una parte mio figlio, il Libro” dichiarava all’ambasciatore italiano a Pechino Marras). Il miracolo della scrittura è “la sua bellezza” sosteneva e definiva lo scrivere “un bel bizzarro processo creativo. Un’ossessione, una forma di follia”. E così fu per la giornalista e scrittrice che, severa con se stessa e animata da forti ambizioni, è sempre andata alla ricerca della perfezione.

Dalla Resistenza, in cui fu molto attiva nonostante la tenera età, all’attacco terroristico del 2001 alle Torri Gemelle, le strade percorse da Oriana Fallaci con impegno, dedizione, sudore e irriverenza sono state tante; probabilmente indurita dal rigoroso esilio degli ultimi anni la donna dalla vita inimitabile morì sfibrata dal cancro (dall’«alieno», così lo chiamava) il 15 settembre del 2006; l’ultima lettera della raccolta è datata 21 maggio dello stesso anno ed è indirizzata a monsignor Rino Fisichella. La paura è un peccato. Lettere da una vita straordinaria è uno scrigno prezioso che, se aperto, ha il potere di far rivivere un’esistenza incredibilmente unica, quella di Oriana Fallaci.

 

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Autore dell'articolo: Elisabetta Severino

Elisabetta Severino
Elisabetta Severino, originaria di Lecce e bolognese d’adozione, ha studiato Lettere Moderne per seguire le sue più grandi passioni: la letteratura e la scrittura. Ha collaborato con diverse redazioni e radio e attualmente lavora come Ufficio Stampa in un teatro, ambiente vivo e stimolante. Dopo aver vissuto a 360° l’esperienza dell’Erasmus in Francia durante il periodo universitario non ha mai smesso di viaggiare curiosando qua e là per l’Europa e oltre i suoi confini. La città in cui non si stanca mai di ritornare? Parigi!

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