29 agosto 2012
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L’ITALIA IN CINA: TRADIZIONE E INNOVAZIONE A MILANO

Foto: triennale.org

Tradizione e Innovazione. L’Italia in Cina: una mostra di arte, artigianato, design e tecnologia italiana nel Padiglione Italiano – Shanghai Italian Center alla Tiennale di Milano. Italia e Cina condividono una cultura millenaria, uno sguardo all’arte, all’artigianato, al design sempre rivolto sia alla tradizione sia alla modernità e valori comuni nell’utilizzo dei materiali preziosi, nel rapporto con l’innovazione pur raggiungendo risultati totalmente diversi, ma ai quali il mondo guarda con grande interesse. La mostra è suddivisa in 7 sezioni: Le icone d’Italia; Gli ori d’Italia; L’Italia riscoperta: modernità ecologica e sostenibile; La cura della Terra; Dalla Cina all’Italia. Venezia e l’Oriente; La piazza della Gioia; La penisola della Luce.

L’ingresso alla mostra ha come protagonista la copia in bronzo del David di Michelangelo che instaura un dialogo silenzioso con la ricostruzione del fronte scenico del teatro Olimpico di Vicenza. A fare da sfondo alle due grandi icone che danno il benvenuto in mostra vi è il moderno arazzo Italia. Attraverso il Teatro Olimpico si accede alla sezione dedicata ai gioielli e preziosi, Gli ori d’Italia. Questa sezione vuole instaurare una relazione tra presente e passato accostando le creazioni contemporanee delle grandi aziende del settore, Buccellati, Pomellato, Damiani, Vhernier, a collane, bracciali, spille, anelli delle nobili famiglie dall’antichità romana e greca.

Il decoro parietale di questa sala s’ispira al colore che più di ogni altro è identificativo della casa romana, il “rosso pompeiano”. Il decoro della sala è poi completato da alcune opere d’arte sacra, che a loro volta rimandano alla grande tradizione artigiana nell’oreficeria. L’opera guida è una preziosa tela di Bernardo Strozzi che raffigura San Lorenzo mentre distribuisce gli arredi sacri della Chiesa ai poveri.

La terza sezione è caratterizzata dai tre elementi scienza, arte, design. La modernità avveniristica ha come oggetto-icona protagonista Apollo, un veicolo ibrido alimentato a energia solare progettato dal Politecnico di Milano. Il veicolo Apollo ingaggia a sua volta un dialogo con la storia delle machine di Leonardo Da Vinci. Il rapporto tra la tradizione e l’innovazione è risolto in questa sala dalla tecnologia e dall’applicazione delle scienze dei materiali alla vita quotidiana, di oggetti e materiali la cui originalità risiede nel processo produttivo e nella materia di partenza. L’arte presenta una selezione di dipinti di artisti conosciuti e anonimi che descrivono il paesaggio peninsulare nelle sue differenti articolazioni di centri urbani, campagne e vedute in costante confronto con le best practice nell’ambito delle politiche ambientali di 12 città italiane raccontate in altrettanti video curati dal Ministero dell’Ambiente. Infine è affrontato il tema della sostenibilità ambientale attraverso una selezione di oggetti quotidiani di design, con particolare attenzione ai materiali di riciclo, di progetti architettonici, di progetti di sviluppo urbanistico.

Si passa poi alla sezione dedicata alla cultura del cibo. Al centro della sala un albero di ulivo e un campo di grano a soffitto fanno da sfondo alla presentazione da una parte dei prodotti fondamentali della cultura mediterranea: pasta, olio e vino; dall’altra all’arte della preparazione della Tavola. La sala propone un parallelo tra la storia della tradizione alimentare italiana da un lato e quella del costume alimentare dall’altro. Intorno al fascino misterioso del vino e all’articolato sistema di simboli e significati che il vino riveste nel corso dei secoli si snoda il filo narrativo che guida il visitatore attraverso le opere d’arte esposte nella sezione dedicata alla cultura del vino.

Il rapporto tra Italia e Cina è il motivo fondante della sezione successiva curata da Giandomenico Romanelli con la collaborazione di Fondazione Musei Civici di Venezia. In particolare si testimonia l’influenza dell’arte cinese in Italia e attraverso l’Italia in tutta Europa. Vetri di Murano, porcellane, orientalismi nella decorazione, carte da parati e oggetti vari anche in legno laccato, tessuti per arredo e per abbigliamento, accessori.

La ricostruzione, curata dallo scenografo Giancarlo Basili, della cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, opera del Brunelleschi, introduce al quinto capitolo che vuole rappresentare il concetto di piazza italiana, come centro non solo urbanistico ma come luogo di rappresentazione della creatività e dell’arte italiana. Al centro, infatti, sono collocate una o più sculture come da tradizione. Fanno da contraltare i Pupi siciliani, icona del patrimonio culturale immateriale, e decine di modelli in legno di oggetti di design realizzati da Giovanni Sacchi che assurgono a sintesi del rapporto tra design, alto artigianato e arte. Infine la Penisola della Luce, curata da Gian Piero Brunetta, storico del cinema dell’Università di Padova, mostra la storia e la cultura italiana attraverso scene e frammenti del grande cinema italiano.

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